Le trasformazioni dell’effetto derby. Il Benevento si affloscia come un sacco vuoto, la Salernitana trae dalle difficoltà la linfa vitale per tornare alla vittoria.
Primo tempo orribile per la strega. Che non si raccapezza e rimane a lungo prigioniera della ragnatela ordita dalla squadra di Sannino. Il tecnico di Ottaviano risponde alle assenze con un accorto 5-3-2. Zito e Vitale fanno la differenza sulla fascia sinistra, Rosina è imprendibile in ogni zona del terreno di gioco. L’ex giocatore del Toro la fa da padrone in mezzo al campo: centrocampista quando l’azione riparte, attaccante quando c’è da chiuderla. Il Benevento proprio non ne azzecca una. Baroni sposta Ciciretti al centro dietro Ceravolo e finisce col perderlo per 45’. Melara insiste troppo nei dribbling e Jakimovski è impalpabile a sinistra. Ma è sull’altro out che si consuma la serata orribile della squadra di Baroni. Zito e Vitale, con l’appoggio di Rosina, “asfaltano” Melara e Venuti, mai così in difficoltà in una gara di questo campionato. Solo Buzzegoli a centrocampo prova a rimettere ordine al gioco macchinoso dei giallorossi, ma non trova appoggio in Chibsah che sembra svagato e fuori della manovra. I gol sono una logica conseguenza della serata storta della strega. Il primo arriva da una mischia in area che Improta risolve con un tocchetto di punta che si infila nell’angolino alla sinistra di Gori. Il raddoppio sul finire del tempo addirittura da azione da calcio d’angolo: sul secondo palo non c’è nessuno a proteggere l’incursione del difensore Luiz Felipe, il più giovane della compagnia, brasiliano del ’97, che infila il pallone sotto la traversa.
Giocare un secondo tempo peggiore del primo sarebbe stato difficile. Ma solo l’ingresso di Cissè cambia un po’ l’inerzia della partita. Ha più logica nella ripresa la strega e anche più voglia. La traversa colpita da Ceravolo al 10’ potrebbe cambiare le sorti della gara, ma il centravanti calabrese si divora la più facile delle palle gol dopo una splendida iniziativa di Cissè. Diventa sempre più difficile la gara per il Benevento. Che almeno ci mette un atteggiamento diverso. Rischia anche di prendere il terzo gol la strega quando Pezzi manda un pallone dietro che Coda raccoglie e invia verso la porta sguarnita: salva Lucioni sulla linea di porta. Il gol della bandiera arriva nel finale, ancora grazie al capitano mai domo che sfonda le linee granata di testa. Ma i palloni gettati al vento sono davvero troppi: Buzzegoli, Ciciretti, Cissè. Una sciatteria che non si può perdonare. Alla rete di Lucioni manca troppo poco alla fine per sperare di capovolgere il risultato. Eppure gli ultimi minuti sono da batticuore. Perché la Salernitana non ne ha più e rischia di subire la beffa che non t’aspetti più. La squadra di Sannino raccoglie le ultime sue forze e porta a casa la vittoria. Per i giallorossi si infrange l’imbattibilità in campionato e quella più lunga che durava dal dicembre 2015. Stesso risultato anche allora (a Lecce): 2 a 1.
Al di là del finale arrembante, la strega paga un atteggiamento iniziale sbagliato e anche una tattica poco efficace. Per coprire il "buco" lasciato da Falco, Baroni perde anche Ciciretti che al centro si imbottiglia nel cuore della difesa granata. Male i due esterni, poco incisivi gli avanti. Meglio nella ripresa quando Ciciretti torna sulla fascia destra e in mezzo ci va Cissè a fare a sportellate. Bene anche il giovane Gyamfi. Ma l'impressione è che arrivi tutto troppo tardi per mettere riparo ai disastri iniziali.
Franco Santo