Benevento

Uno ha compiuto diciotto anni da pochi mesi, ma all'epoca dei fatti era minore, l'altro è ancora diciassettenne. Ecco perchè entrambi sono stati convocati dalla competente Procura di Napoli, dinanzi alla quale compariranno nei prossimi giorni. Assistiti dagli avvocati Ettore Marcarelli e Raffaele Tibaldi, saranno interrogati come persone sottoposte ad indagini. Quelle che li hanno chiamati in causa come i presunti responsabili dell'episodio accaduto la notte di Natale 2015. Quando l'esplosione di una bomba, immortalata da una telecamera, aveva sventrato il portone del Liceo classico di piazza Risorgimento.

Un gesto gravissimo, al centro dell'attività investigativa diretta dal sostituto procuratore Maria Gabriella Di Lauro e condotta dai carabinieri. Un'inchiesta che nello scorso giugno ha fatto registrare l'archiviazione, proposta dallo stesso Pm e decisa dal gip Maria Ilaria Romano, della posizione di un 18enne studente dello Scientifico – difeso dall'avvocato Italo Palumbo –, il cui coinvolgimento era stato determinato da una foto postata sul profilo facebook. Un'immagine nella quale compariva con l'ordigno in una mano, seguita da un selfie dopo la deflagrazione. Una circostanza che lo scorso 4 gennaio gli erano costati una perquisizione ed il sequestro del cellulare e di un pc successivamente analizzati da un consulente informatico. Ascoltato in due occasioni – prima come testimone, poi come indagato -, il 18enne si era detto del tutto estraneo alla vicenda, ammettendo di essersi fatto fotografare con la bomba in mano, ma di non aver avuto alcun ruolo né per procurarla, né rispetto all'uso che ne sarebbe stato fatto. Aveva ricostruito i suoi movimenti, l'arrivo in piazza Risorgimento in compagnia di due amici e quello, successivo, di altre persone. Fornendo una serie di elementi, riscontrati attraverso l'escussione di altri ragazzi, che erano risultati utili all'identificazione dei due minori, gli atti a carico dei quali erano stati trasmessi alla Procura per i minori di Napoli. Che, ora, ha deciso di interrogarli.

Come si ricorderà, l'episodio era stato accompagnato anche dalle polemiche scoppiate in realazione al possibile movente dell'attentato. Nel mirino la partita di alcuni giorni prima, in ricordo di una docente e a scopo benefico, tra Giannone e Rummo, e l'acredine che avrebbe scatenato in qualcuno, ma anche e soprattutto i sentimenti di vendetta che sarebbero stati nutriti nei confronti del Classico per ragioni legate al cattivo rendimento scolastico.

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