Benevento

Avevamo parlato delle metamorfosi dell’effetto derby. Una tesi che viene pienamente confermata dai numeri. Quelli, si sa, raramente sbagliano. E dall’analisi della “Panini digital” pubblicata dalla Lega di B si evince che il Benevento sceso in campo all’Arechi sia stato molto diverso da quello delle prime giornate. Pragmatico e a tratti cinico quello di prima, ingenuo e poco efficace quello di Salerno. Può capitare, anche se dall’analisi dei numeri, spesso si risale anche a quella tecnico-tattica. Nelle partite precedenti il possesso palla, tanto per citare il parametro più analizzato, era stato quasi sempre appannaggio degli avversari. Ma così era stato anche per tutti gli altri parametri dell’analisi della Panini. Segno di un Benevento magari un po’ sulle sue, ma accorto e capace di sfruttare ogni minima occasione. Questa volta che i numeri sono dalla sua parte, la squadra giallorossa ha invece perso. Vediamola questa analisi: possesso palla 57% il Benevento, 43 la Salernitana, tiri dentro/fuori 7/19 quelli della squadra giallorossa, 7/10 per la compagine granata. Positivo anche il dato delle palle giocate: 623 per i giallorossi, 467 per i granata, così come per i passaggi riusciti: 70,5% del Benevento, 59,5% della Salernitana. Si capovolge il dato della pericolosità, ovviamente: 56,1% dei giallorossi, 56,7% dei granata. Anche i dati singoli sono quasi tutti per il Benevento. Basterebbe guardare quello dei passaggi riusciti che vede al comando quattro giocatori giallorossi: Buzzegoli (63), Venuti (63), Padella (55), Lucioni (50). E’ facile dunque concludere che per una volta il Benevento ha avuto di più la palla tra i piedi, ma non è stato capace di buttarla dentro. L’effetto derby ha nascosto il cinismo. Conviene comunque tenersi i lati positivi della sfida dell’Arechi: la reazione della ripresa che con un pizzico di fortuna in più avrebbe regalato ancora un risultato lusinghiero.

f.s.