Salerno

Pietro Strada è doppio ex di Brescia e Salernitana: 14 presenze e un gol con i lombardi nel 2005-06, 87 presenze e 13 con la Salernitana tra il 1992 ed il 1995. Abbiamo raggiunto telefonicamente l’attuale responsabile del settore giovanile della FeralpiSalò, in vista del match di sabato al Rigamonti.

Cosa ha significato per lei, bresciano di nascita, giocare per le Rondinelle?

E’ stata una grande soddisfazione, colta a fine carriera. Giocare a 37 anni nella squadra della tua città è stato magnifico. Dopo aver iniziato a giocare all’Ospitaletto, piccolo club di provincia, il mio sogno era giocare un giorno nel Brescia e questo si è realizzato a fine carriera. Ricordo che fu una stagione abbastanza travagliata: il nostro allenatore era Rolando Maran, al quale predissi che avrebbe fatto strada. Non è un caso che ora alleni egregiamente il Chievo in massima serie. Il presidente Corioni, però, stravedeva per Zeman e ricordo che esonerò Maran, con la squadra al terzo/quarto posto in classifica, dopo un 3-0 interno rifilato al Pescara, per ingaggiare il tecnico boemo. Ricordo che in quella gara mi feci anche male e da quel momento in poi la squadra perse la bussola, non riuscendo a ripetere più le prestazioni precedenti”.

Ci racconti qualcosa di inedito successo nella sua esperienza di Salerno

I tre anni vissuti in Campania sono stati esaltanti. Un aneddoto curioso può risultare il seguente: dopo la finale vinta al San Paolo contro la Juve Stabia, io e Breda non potemmo festeggiare insieme alla squadra, in quanto fummo trattenuti per controlli antidoping. Ci mettemmo tre ore ad espletare il tutto e ricordo che passeggiavamo scalzi nei corridoi dello stadio. Trascorremmo la notte ad andare in bagno, poiché bevemmo tanta acqua (se la ride, ndr)”.

Qual è stato il gol più curioso che ha segnato ed il più bello?

Uno dei gol ai quali sono maggiormente affezionato, non tanto per la bellezza in sé, ma per la scaltrezza che dimostrai, è quello segnato a Potenza, quando vincemmo 2-1 e realizzai una rete, rubando di testa la palla al portiere, approfittando del fatto che la sfera fosse ‘scoperta’. Poi ho fatto tanti gol su punizione, alcuni dei quali di pregevole fattura. Quello contro l’Atalanta fu inutile ai fini dell’obiettivo che non riuscimmo a conseguire, ma rappresentò una grossa soddisfazione per il gesto tecnico effettuato”.

Quali differenze riscontra tra la B di oggi e quella di 20 anni fa?

Prima vi erano 20 squadre nella serie cadetta e 18 in A. Oggi ce ne sono due in più per categoria. La qualità nel complesso è diminuita, anche se colgo con particolare piacere il fatto che quantomeno la B abbia assunto il ruolo di vetrina per i giovani più importanti del calcio italiano, ancor più di quanto accada in Lega Pro, serie nella quale, alla luce della mansione da me ricoperta, noto poca propensione al lancio di talenti emergenti”.

Ritiene che l’essere stato allenato da diversi tecnici importanti (citiamo Maran, Rossi e Ancelotti per fare tre nomi) abbia accresciuto il suo bagaglio tecnico-tattico ed anche extra calcistico?

Nella mia carriera ho avuto innanzitutto spesso la fortuna di giocare in squadre predisposte a lottare per la vittoria dei campionati. Inoltre ho avuto ottimi allenatori, anche da un punto di vista umano: mi hanno permesso di arricchirmi notevolmente”.

Quali prospettive ritiene possano avere Brescia e Salernitana?

Il Brescia è andato oltre le più rosee aspettative. E’ la squadra con l’età media più bassa della serie cadetta, ma ciononostante ha saputo cogliere risultati importanti contro compagini ben attrezzate contro Frosinone, Verona, Bari, Cittadella e Carpi. Ora avrà il banco di prova di testare la sua forza contro compagini del suo livello. La Salernitana sta facendo bene, è in ripresa e darà filo da torcere. Non saprei dire quali potranno essere le prospettive delle due squadre: bisognerà vedere se ingraneranno squadre forti sulla carta e al momento attardate in classifica. Inoltre la B è così equilibrata che la differenza tra un campionato da playoff e uno da playout è spesso labile”.

Pronostico per sabato?

Mio figlio milita nel Brescia. A Verona era in panchina ed avrei piacere se giocasse contro la Salernitana. E’ normale che per motivi familiari mi farebbe piacere se vincesse, ma, alla luce dei miei bei trascorsi a Salerno, saluterei positivamente anche un pareggio”.

Corrado Barbarisi