Davide Bifolco venne ucciso dal carabiniere per errore, per umperizia. Non si trattò di una esecuzione. Sono le motivazioni della sentenza per l'omicidio al Rione Traiano. Al militare 4 anni e 4 mesi: il colpo sarebbe partito accidentalmente, forse perchè quel militare si era accidentalmente sbilanciato, forse inciampiando.
Non è stata un'esecuzione. E la scena raccontata da alcuni sedicenti testimoni, quella di un ragazzo ammanettato, messo in ginocchio e ucciso a sangue freddo, è completamente falsa. In sedici pagine, è il gip Ludovica Mancini a fornire la ricostruzione di quanto accadde la notte di due anni fa al rione Traiano, quando venne ammazzato il 17enne Davide Bifolco.
Ha ucciso per errore, ma non merita attenuanti il carabiniere secondo il magistrato. Quando estrasse dalla fondina la pistola d'ordinanza, al culmine dell'inseguimento scattato nelle strade del rione alle 2 del mattino del 5 settembre 2014, l'appuntato dei carabinieri Gianni Macchiarolo non voleva ammazzare Davide, né ferirlo.
Anzi, "non voleva sparare in assoluto", scrive il giudice nelle motivazioni della sentenza con la quale il militare è stato condannato alla pena di 4 anni e 4 mesi di reclusione per omicidio colposo, oltre al risarcimento per i familiari della vittima, assistiti dall'avvocato Fabio Anselmo.
Il proiettile che stroncò Bifolco partì in maniera "improvvisa, sicuramente non voluta", ma l'esplosione "non fu evitata a causa di grave imprudenza, negligenza e imperizia " da parte del carabiniere. La pattuglia di carabinieri aveva incrociato un motorino con tre persone che non si fermò all'alt dei carabinieri, che erano a caccia del latitante Arturo Equabile, provocando un inseguimento nella notte, culminato nell'esplosione di un colpo di pistola. Venne ucciso così il 17enne Bifolco.
Né le indagini, condotte dai carabinieri né il processo celebrato con rito abbreviato hanno fatto emergere alcuna prova in grado di sostenere l'ipotesi del proiettile esploso intenzionalmente. Il carabiniere, al contrario, "si è verosimilmente sbilanciato, forse inciampando nel marciapiede, così perdendo l'equilibrio e operando una involontaria pressione del grilletto", scrive il giudice.