Benevento

E' rimasto in silenzio, avvalendosi della facoltà di non rispondere alla polizia giudiziaria presso la Procura per i minori di Napoli, il 17enne indagato per l'esplosione della bomba che la notte di Natale 2015 aveva devastato il portone del Liceo classico di piazza Risorgimento. Come anticipato ieri da Ottopagine, il giovane è stato chiamato in causa in concorso con un 18enne – all'epoca dei fatti era però minore – che comparirà nei prossimi giorni dinanzi agli investigatori con il suo difensore, l'avvocato Raffaele Tibaldi.

Sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di aver procurato e collocato dinanzi all'ingresso del Giannone l'ordigno che avevano poi fatto deflagrare. Il botto era stato violentissimo, per fortuna senza alcuna conseguenza per le tantissime persone che affollavano l'area in quei minuti. Una scena fissata da una telecamera, fotogrammi utilizzati dai carabinieri in un'inchiesta, diretta dal sostituto procuratore Maria Gabriella Di Lauro, nella quale era rimasto subito coinvolto un 18enne che aveva postato su facebook una foto che lo ritraeva con la bomba in una mano; un'immagine alla quale era seguito un selfie fatto dopo l'esplosione.

La sua posizione è stata però alcuni mesi fa archiviata su richiesta della stessa Procura di Benevento, che aveva trasmesso alla competente Procura partenopea gli atti relativi al 17enne ed al 18enne che ora sono stati convocati come persone sottoposte ad indagini.

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