Salerno

Davide Mezzanotti è doppio ex di Brescia e Salernitana: 64 presenze con le Rondinelle tra il 1993 ed il 1996; 38 gare con i granata nel 2003-04. Lo abbiamo intervistato in vista del match di domani al Rigamonti.

Cosa ricorda dell’esperienza con i lombardi?

Quando arrivai a Brescia avevo 21 anni e venivo dalla C. Vincemmo il campionato nonostante fossimo arrivati ad occupare anche il terz’ultimo posto in graduatoria duante l’anno. Eravamo una compagine giovane, specialmente negli interpreti difensivi: con me c’erano i vari Baroncheli, Marangon, Ziliani e Gallo. Fu una grandissima soddisfazione giocare contro la Juve e marcare Roberto Baggio: la gara finì 1-1 e non segnò. Poi ebbi la sfortuna di rompermi il ginocchio, rientrai a fine stagione e retrocedemmo. L’anno dopo disputammo un torneo interlocutorio. Ricordo con particolare affetto mister Lucescu”.

Cosa ci dice dell’anno trascorso a Salerno?

Fu una stagione altalenante. La squadra era stata inizialmente costruita per tornare in B dopo la retrocessione. Invece ci fu il ripescaggio con il consequenziale allargamento del torneo a 24 squadre. Aliberti allestì in fretta e furia una squadra che dovesse centrare una salvezza tranquilla, ingaggiando tanti bravi calciatori, tra i quali Bombardini. Addirittura ad un certo punto del torneo occupavamo la zona playoff, poi avemmo una leggera flessione, ma centrammo l’obiettivo a Terni, vincendo per 1-2 grazie a una doppietta di Tulli”.

A quali gare giocate con la maglia granata è rimasto particolarmente legato?

Ricordo con particolare affetto quando giocammo in casa contro la Triestina. Pareggiammo 2-2, lo stadio era gremito ed il tifo fu incessante. Non potrei dimenticare mai il successo di prestigio conseguito contro la Fiorentina, così come il blitz di Palermo. Quest’ultimo ci permise di avere consapevolezza dei nostri mezzi”.

Come giudica le rose di Brescia e Salernitana e quali obiettivi pensa possano raggiungere?

Si tratta di due rose valide. Il Brescia è prevalentemente costituito da giovani di belle speranze, aventi rendimento altalenante anche durante il corso della medesima gara. La Salernitana non deve dimenticarsi che lo scorso anno si è salvata ai playout, ma dispone di un organico importante”.

Pronostico per domani?

Non me la sento di darlo. Dico solo questo: a Brescia ho giocato tre anni, ma l’anno di Salerno vale come tre”.

Di cosa si occupa attualmente?

Ho chiuso il rapporto da allenatore del Sansepolcro a luglio. Ho avuto qualche proposta, ma non erano confacenti al mio modo di intendere calcio. Cerco una possibilità dove si possano fare crescere i giovani”.

Corrado Barbarisi