I vertici aziendali delle Fonderie Pisano comunicano le proprie volontà in seguito al decreto di Rigetto dell’Istanza di Dissequestro, per farlo si affidano ad una nota che precisa che, visto il permanere dei sigilli all’impianto produttivo delle Fonderie Pisano di Fratte a Salerno per volontà del Giudice per le Indagini Preliminari “ l’azienda proporrà ricorso nelle sedi giudiziarie che riterrà più opportune e dettaglierà un articolato piano industriale al fine di evidenziare la congruenza della richiesta di riavvio anche parziale del ciclo produttivo rispetto all’esigenza di preservare il patrimonio di commesse alla base di ogni successivo passaggio delocalizzativo e del mantenimento dei livelli occupazionali.
Va, comunque aggiunto – continua la comunicazione - che nello stesso Decreto sopra citato si fa riferimento agli esiti dei controlli svolti dall’Arpac nel mese di agosto che attestano il superamento delle criticità riscontrate, confermando il rispetto dei limiti tabellari dei parametri relativi agli scarichi e delle concentrazioni delle emissioni in atmosfera.
Non viene meno alcuna volontà di continuare l’attività aziendale – precisano i Pisano - che contraddistingue da più generazioni l’impegno della famiglia Pisano nel settore metalmeccanico: non può e non deve finire in questo modo una gloriosa storia industriale che ha conferito nel corso di decenni valore aggiunto e posti di lavoro al territorio salernitano. E’ con grande orgoglio che continueremo – nel pieno rispetto dei provvedimenti della Magistratura e con il consueto spirito collaborativo – a perseguire la strada migliore per trovare le soluzioni più idonee per arrivare al traguardo più ambito: un nuovo stabilimento tra i più moderni al mondo”.
Redazione Salerno