“Chiediamo una indagine seria per accertare se realmente le Fonderie Pisano hanno causato la morte di qualcuno per l'inquinamento” a dirlo questa mattina durante l'incontro tra rappresentanti sindacali e lavoratori, nel piazzale delle Fonderie Pisano è Andrea Amendola, segretario regionale Fiom Cgil. “Vogliamo che si parta direttamente dai lavoratori. Non c'è esempio migliore degli operai, che hanno lavorato all'interno dello stabilimento, per valutare se ci siano state conseguenze negative per la salute.
Ai partiti politici – ha concluso Amendola - chiediamo, invece, di fare interrogazioni parlamentari che portino a conoscenza l'Italia intera del nostro problema. Il governo deve intervenire. Vorrei capire - aggiunge il sindacalista - perché c'è questo accanimento nei confronti delle Fonderie Pisano. Mi sembra una vendetta. Tutti parlano senza conoscere il problema, si faccia un'indagine seria. Lo chiediamo alle istituzioni e alla magistratura, se i Pisano hanno sbagliato, allora li mettessero in galera, ma se tutto ciò non è vero, allora qualcuno si prenda la responsabilità dei propri errori”.
"Non ci fermiamo qui - aggiunge il segretario provinciale Cgil Francesca D'Elia - non possiamo permettercelo. Lunedì i lavoratori porteranno davanti al Tribunale di Salerno lo striscione che hanno esposto qui oggi e faranno un presidio significativo. Faremo anche dei passaggi per quanto riguarda gli ammortizzatori in deroga in attesa della presentazione da parte dell'Azienda del Riesame che ci ha garantito che provvederà a fare nelle prossime ore. Il 19 ci sarà il primo incontro con i Pisano per trovare una soluzione che scongiuri i licenziamenti. Noi faremo di tutto per verificare ulteriormente in Regione l'applicabilità di una cassa in deroga ancorché in presenza ormai confermata di un fermo dello stabilimento".
Alla fine dell'incontro è arrivato anche il sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli a portare la sua solidarietà ai lavoratori dell'opificio: "Sono qui con l'assessore Di Maio per dare il segno di una presenza simbolica e di solidarietà. Le maestranze corrono il rischio di una catastrofe occupazionale. Da un lato si deve pensare alla salute dei cittadini, dall'altro, invece, si deve capire fino a che punto questa azienda possa riprendere le attività seppure e in maniera provvisoria e ridimensionata, con tutte le certezze degli organi competenti. Dobbiamo trovare le condizioni per soddisfare i vari aspetti di un problema plurale. La regione Campania sta studiano le ipotesi di ammortizzatori sociali, per quanto possibile – ha continuato Napoli - noi siamo, come istituzione, al fianco dei cittadini di dei lavoratori. L'azienda deve andare via da qui, bonificando anche l'area: questo è un dato che non si discute".
Sara Botte