Aveva invocato a gran voce una prova di carattere dell’Avellino non più tardi dello scorso martedì, in conferenza stampa: è arrivata. Nel giorno della duecentesima presenza in maglia biancoverde; di un’avventura lunga otto stagioni, dalla Serie D alla Serie B, Angelo D’Angelo ha realizzato il gol della vittoria contro lo Spezia al culmine di una prestazione strepitosamente generosa del lupo, festeggiandolo con un inchino sotto la Curva Sud: di rapina, il capitano, ha depositato alle spalle di Chichizola un gollonzo vitale per Domenico Toscano e per il prosieguo del campionato: “Ne ero convinto perché in settimana ho guardato i miei compagni negli occhi e ho percepito che ce l’avremmo fatta.” – ha esordito nella conferenza stampa post-partita – “Serviva soltanto il risultato ma è arrivata anche la prestazione che sinceramente non mi aspettavo perché non era facile rialzarsi dopo aver perso in malo modo a Perugia e con tutte queste assenze. Abbiamo avuto una mentalità forte, più forte anche dei tanti infortuni. Abbiamo usato la testa, ma ora non culliamoci troppo”.
Dopo aver salvato Tesser, quasi un anno fa, stendendo la Pro Vercelli, il centrocampista cilentano ha tolto le castagne dal fuoco anche a Toscano: “Si vede che nei momenti difficili riesco ad essere importante.” – ha proseguito sorridendo – “Sono felice per come ci siamo espressi collettivamente e ovviamente anche a livello individuale: i compagni di squadra scherzavano sul fatto che ci ero arrivato vicino nelle scorse partite. Sono felice di essermi fatto trovare al posto giusto nel momento giusto”.
Passo indietro sul capitolo infortuni: “Non credo dipenda dal sintetico, piuttosto dal passaggio dal sintetico ai campi in erba naturale. Dobbiamo essere bravi a gestirci in settimana, magari caricando anche di meno, ma su questo tipo di argomento alzo le mani perché c’è il prof. La Porta che è mostruoso nella valutazione del tipo di sforzo che dobbiamo sostenere”:
Il contratto, però, resta in scadenza: “Spero che il rinnovo arrivi prima di gennaio. Mi sento ormai parte di questa realtà”.
Marco Festa