Salerno

Una nuova bufera sull’Azienda Ospedaliera di Salerno sembra si stia scatenando. In particolare sui doppi lavori, con medici impegnati sia al Ruggi e sia nelle attività di volontariato sulle ambulanze per l’emergenza. Si accendono i riflettori, ancora una volta della Procura della Repubblica di Salerno, sulla rete di Emergenza-Urgenza del 118 per appurare se ci sono dipendenti dell’ospedale “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” che svolgono attività lavorative di supporto con le associazioni territoriali che operano nell’ambito dell’assistenza sanitaria. Il tutto parte da una segnalazione ai vertici dell’azienda universitaria che ha immediatamente predisposti i controlli interni con successiva denuncia alle autorità giudiziarie.

Non solo, con il manager Cantone che ha subito inviato una missiva, firmata dal direttore amministrativo Oreste Florenziano a quattro associazioni salernitane che operano sul territorio. Nel dettaglio: Croce Bianca, l’Associazione “Misericordia”, Croce Rossa Italiana e Humanitas Salerno. Una richiesta precisa, con le associazioni chiamate a rispondere se le circostanze dell’esposto giunto al Ruggi sia vero. «Chiedo di avere assicurazione che per le attività di supporto alla rete d’emergenza-urgenza del 118, nessun dipendente dell’azienda che rappresento effettua turni lavorativi presso ambulanze territoriali delle vostre organizzazioni. – si legge nella circolare alle associazioni - Mi è stato segnalato che personale dell’azienda ospedaliera a tutt’oggi continua ad effettuare attività incompatibili con il lavoro che svolgono al Ruggi. E sono in corso accertamenti dell’autorità giudiziaria (Procura), pertanto se i dipendenti dell’azienda ospedaliera universitaria hanno prestato o prestano attività a qualsiasi titolo presso le organizzazioni, s’invita a segnalarne i nominativi onde consentire all’Azienda Ruggi di assumere i provvedimenti di competenza».

Una richiesta dettata dal fatto che nell’elenco dell’azienda ospedaliera non figurerebbe alcun nome impegnato con le attività di volontariato, con la comunicazione che sarebbe obbligatoria per Legge. Nel mezzo ci sarebbero proprio i rimborsi spese, non mensilità, che per un medico rianimatore potrebbero giungere anche a 500 euro il giorno. Insomma, l’ennesima bufera al San Leonardo sembra sia proprio in arrivo. 

 

Redazione