Benevento

La condanna ad 1 anno per tredici imputati, dei “quali è stato provato il concorso nel disastro ambientale colposo”, l'assoluzione degli altri nove e, per tutti, dall'accusa di omissione in atti di ufficio. Sono le richiesta avanzate dal pm Donatella Palumbo per i 22 ex o attuali sindaci (un 23esimo è nel frattempo deceduto) coinvolti nel processo sull’inquinamento dei fiumi Calore, Sabato e Isclero, nato dall’inchiesta del sostituto procuratore Antonio Clemente e della forestale. Un processo che non ha potuto tener conto delle analisi chimiche, i cui risultati erano stati dichiarati inutilizzabili dal gup Sergio Pezza perchè i prelievi erano stati eseguiti all’epoca senza che ai primi cittadini fosse stata data la possibilità di nominare un proprio specialista.

Dopo aver illustrato il lavoro svolto e, soprattutto, le conclusioni dei testimoni– investigatori, dirigenti dell'Istituto superiore di Sanità, Arpac e Capitanerie di Porto – e del consulente dell'accusa, che aveva descritto le condizioni dei tre corsi d'acqua e il numero degli scarichi diretti in ognuno dei centri, la dottoressa Palumbo ha proposto la condanna di Raimondo Mazzarelli (Casalduni), Fausto Pepe (Benevento, dal 2006 al 2016); Giuseppe Bozzuto (Castelpagano); Antonio Orlacchio (Cautano); Alessandro Crisci (Durazzano); Giovanni Mastrocinque (Foglianise); Cos­tantino Fortunato (Morcone); Domenico Ventucci (Ponte); Giorgio Nardone (San Giorgio del Sannio - dal 2001 al 2011); Angelo Ciampi (San Mar­tino Sannita); Angelo Parrella (San Nicola Manfredi - dal 2006 al 2010); Pompilio Forgione (Solopaca - dal 2001 al 2011); Giovanni Cutillo (Torrecuso).

Il Pm ha invece chiesto l'assoluzione, perchè il fatto non sussiste, di Angelo Aceto (Paupisi), e, perchè il fatto non costituisce reato, di Biagio Supino (Airola dal 2001 al 2011); Giancarlo Schipani (Castelpoto - fino al 2011); Giuseppe Fuggi (Cautano - dal 2004 al 2009); Antonio Stasi (Durazzano- dal 2005 al 2008); Rosario Spatafora (Morcone -dal 2001 al 2007); Mario Meola (Ponte - dal 1999 al 2009); Michele De Figlio (San Martino Sannita - dal 2004 al 2009); Francesco De Nigris (Torrecuso - dal 2004 al 2009).

A seguire, le arringhe di alcuni difensori -tra gli altri, gli avvocati Pierluigi Pugliese (per Ciampi), Enzapaola Catalano (per Parrella e Nardone), Italo Palumbo (per Pepe) e Gianleonardo Caruso (per Schipani) -, nel cui mirino è finita la ricostruzione dei fatti e “l'assenza di qualsiasi prova sia rispetto al nesso causale tra le condotte addebitate agli amministratori e l'evento finale”, sia in relazione al disastro ambientale prospettato. Di qui la richiesta di assoluzione per i propri assistiti.

La discussione si chiuderà il 2 novembre, quando è prevista la sentenza. Sono impegnati nella difesa, oltre a quelli ricordati, gli avvocati Luigi Supino, Pasquale Matera, Vincenzo Sguera, Luigi Diego Perifano, Renato Milone, Nicola Colangelo, Giancarlo Caporaso, Angelo Leone, Giacomo Papa, Marcello D'Auria, Domenico Bianculli, Giuseppe Sauchella, Camillo Cancellario, Aldo Minauro e Luigi Giuliano. Due le parti civili: il Ministero dell'ambiente con l'avvocato Michele Gelardo e l'associazione Anpana onlus con l'avvocato Maria Morena.

Nell'indagine erano stati inizialmente chiamati in causa altri ventotto primi cittadini: per tredici di loro era arrivata l’archiviazione, per gli altri quindici il proscioglimento.

Esp