Un militare è stato aggredito da una donna ieri sera alla Sanità, al termine di una violenta discussione in seguito a uno “scherzo” di cattivo gusto di un ragazzo del posto. Il diverbio è partito dopo che un adolescente ha lanciato un petardo nei pressi della camionetta dell’Esercito, in presidio fisso nel quartiere napoletano, sistemato proprio per questioni inerenti alla sicurezza. Quando il militare è sceso per redarguirlo, in difesa del giovane è intervenuta una donna, presumibilmente parente, che ha colpito il soldato.
Momenti di grande concitazione nello storico quartiere di Napoli, scenario di faide, violenza e atti di quotidiana inciviltà. I quartieri cittadini, ritenuti a rischio, sono presidiati dall’esercito, da quando il Governo da febbraio scorso ha deciso di militarizzare alcune zone, per arginare il fenomeno della criminalità.
E anche nel quartiere Sanità c’è un presidio fisso di militari in divisa. In molti, amministrazione comunale compresa, hanno criticato la scelta del Governo di militarizzare la città, spiegando per avvalere la loro contrarietà, che non sarà qualche ragazzo dell’esercito a risolvere il problema della criminalità a Napoli. Ma il caso di ieri induce una riflessione obbligata sulla percezione stessa della popolazione del presidio dello Stato in seno al rione.