Tre indizi fanno una prova, questo nella giurisprudenza e questo è anche nel calcio. I tre indizi di cui si parla, sono le tre sconfitte consecutive patite dal Napoli tra campionato e Champions. Il ko contro l'Atalanta e la Roma, più quello di ieri contro il Besiktas, fanno alzare un cartello in area con la scritta crisi ben visibile. Una crisi che ha tante cause. La fase difensiva su tutte. Basti ricordare l'errore di Koulibaly nella sfida contro la Roma. Ma non è solo il singolo, prendere sei reti in 180' in casa sono il segnale che qualcosa va registrato dietro. Errori contro i turchi come quelli di Jorginho e addirittura Reina, non possono essere spiegati con la sola assenza di Albiol. C'è dell'altro. Lo spagnolo è l'elemento di riferimento, ma ridurre il tutto alla sua mancanza sarebbe da stupidi. Errori anche avanti e il ricordo va soprattutto al rigore fallito da Insigne. Doveva essere la sua serata, si è trasformata in un incubo vero e proprio. Errore dagli undici metri e fischi dei propri tifosi. Sicuramente non è stata questa la gara del rilancio. Sale sul banco degli imputati anche Sarri, dopo tre ko di fila non ci si può esimere dal farlo. Il problema è lo stesso, un turnover solo accennato, uomini ancora fermi in panchina, sostituzioni scontate. Qualcuno dovrebbe rifiatare, altri sono pronti a dare il proprio contributo. Tonelli, Rog, soprattutto Giaccherini, elementi che potrebbero dare una grossa mano al rilancio del Napoli. E poi c'è Gabbiadini. Stavolta non è stato il problema ma la soluzione. Il suo ingresso ha cambiato volto alla squadra, si è assunto di battere il rigore e ha segnato una rete regolare. Una prestazione che sarà dimenticata presto, complice il risultato finale ma resta comunque l'unica nota lieta di una serata da dimenticare. E ora serve ripartire, il calendario è dalla parte di Sarri: sei punti contro Crotone e Empoli potrebbero spazzare via la prima crisi stagionale.
Redazione