La chiave tattica
Il Perugia si schiera con un 4-3-3 molto duttile che in fase di non possesso si trasforma in un 4-5-1 con Nicastro e Guberti pronti a rinculare sulla linea di centrocampo. Il Benevento rinuncia ai suoi esterni (Melara e Ciciretti sono in cattive condizioni, Gyamfi va in tribuna) e si ritrova spesso intruppato al centro dove va a sbattere sul muro eretto da Cristian Bucchi. Singolare che l’ex attaccante del Napoli si dimostri un maestro della difesa ad oltranza, così come un difensore potente come Baroni le provi tutte dal punti di vista dell’attacco. A cambiare l’inerzia tattica ci prova il tecnico fiorentino nella ripresa con l’ingresso di Ciciretti e Jakimovski, ma la difesa dei perugini non si sfalda. La scelta di Baroni di schierare tre centrocampisti non è stata errata, soprattutto contro una squadra come quella umbra abituata a giocare con un centrocampo folto. Ma da qualche parte la coperta doveva apparire corta e la strega, abituata ad agire sulle fasce, non è stata così efficace come lo è sempre. Tra l'altro il 4-3-2-1 che tutti hanno interpretato da fuori, lui l'ha tradotto in un 4-2-3-1, considerando Del Pinto il terzo a destra di una linea formata appunto dall'ex aquilano, da Falco e Cissè. In realtà i numeri lasciano sempre il tempo che trovano, partendo sempre dal presupposto che i giocatori schierati non sono certo stecche di biliardo, ma si muovono in orizzontale e in verticale.
La svolta
Potevano essere i due legni colpiti dai giallorossi in avvio dei due tempi. Prima Cissè con un bel destro al volo, poi capitan Lucioni con un gran colpo di testa. Maledetti legni. Il Benevento segnava ininterrottamente da 30 giornate: l’ultimo 0 a 0 il 28 novembre del 2015 nella partita interna contro il Cosenza.
L’errore
Quello di Venuti è veramente da mettersi le mani nei capelli. Il giocatore si è scusato in sala stampa dicendo che non è abituato a trovarsi in quella posizione. Ma nel salto sul corner di Ciciretti si è trovato la porta spalancata e il pallone sul capo: buttarlo alto forse era la cosa più difficile. Sarebbe stato lui l’eroe della giornata. Peccato.
frasan