“Squadra che vince non si cambia” recita un vecchio adagio del calcio e, pur non avendo portato a casa i tre punti, la Salernitana era reduce da una brillante prestazione sul sempre ostico campo di Brescia. Mister Sannino, un po’ a sorpresa, ha invece deciso di cambiare atteggiamento tattico e di affidarsi nuovamente ad un tridente offensivo che, ancora una volta, ha deluso le aspettative sotto tanti punti di vista. La scelta del tecnico si è rivelata penalizzate soprattutto per il centrocampo, già privo di un elemento prezioso come Busellato e costretto a svolgere un lavoro estenuante in fase di non possesso per contenere le ripartenze di una squadra, l’Entella, ben organizzata, molto offensiva sull’out mancino e capace di far girare il pallone con disinvoltura approfittando di un approccio completamente sbagliato. La Salernitana è scesa in campo con una sorta di 4-3-1-2 obiettivamente caotico: Terracciano tra i pali, difesa a 4 con Perico e Vitale sulle corsie esterne e il tandem Bernardini-Luiz Felipe al centro, in mediana spazio a Della Rocca, Odjer e Improta, con Rosina, teoricamente, alle spalle della coppia Coda-Donnarumma. Proprio la posizione di Rosina rappresenta un equivoco tattico da risolvere quanto prima.
Se è vero che l’ex Catania sta vivendo una fase involutiva da diverse settimane, è altrettanto vero che sacrificarlo eccessivamente in fase di non possesso significa fargli perdere lucidità negli ultimi 20-25 metri. Il fantasista, per buona parte della gara, è stato piazzato a centrocampo, con Odjer mezz’ala a sinistra e Della Rocca costretto ad un lavoro extra per accorciare le evidente distanze tra i reparti. Troiano, da calciatore di grande intelligenza, ha letto benissimo ogni situazione e spesso ha avviato l’azione offensiva dell’Entella con lanci in verticale che hanno trovato impreparata la retroguardia di casa, punita al terzo anche a causa di una clamorosa disattenzione di Vitale. La reazione caratteriale, tuttavia, c’è stata e la Salernitana ha ripreso in mano il pallino del gioco creando diverse occasioni da gol; clamorosa quella sprecata da Coda, servito da uno scatenato Improta, il migliore in campo in assoluto. Pur messa male in campo, la formazione di Sannino ha sopperito alle lacune tattiche con impegno e determinazione: palese l’assenza in mediana di un giocatore in grado di trasformare l’azione da difensiva ad offensiva e di dettare i tempi della manovra, spesso lenta e prevedibile soprattutto sulla destra, laddove Perico non ha quasi mai varcato la metà campo. Solo Vitale, in giornata no, si è proposto con maggiore continuità pur sbagliando tutti i cross. Anche sulle palle inattive a favore, la Salernitana non è stata impeccabile, ma al 32’ ha sfiorato il pareggio grazie ad un schema studiato in allenamento sin dal ritiro di Sarnano.
Nella ripresa Sannino ha cambiato atteggiamento tattico preferendo un dinamico Caccavallo allo statico ed abulico Donnarumma, una sorta di 4-2-3-1 reso ancora più offensivo dall’ingresso in campo di Zito in luogo di Odjer. L’ex Paganese è stato bravissimo a calarsi immediatamente nella gara ed ha sfornato assist a ripetizione: decisivo quello per Massimo Coda, al terzo gol stagionale, il primo sotto la curva. Chi si aspettava l’assalto finale è rimasto deluso, anzi la Salernitana ha abbassato il ritmo affidandosi a qualche ripartenza in solitaria di Improta. La fase difensiva, fortunatamente, ha funzionato meglio e solo in un’occasione si è fatta cogliere impreparata, bravissimo Tuia a chiudere in scivolata. Maggiore attenzione anche sui corner, con la solita marcatura ad uomo e due calciatori posizionati sul vertice dell’area piccola. Il palo finale di Zito ha aumentato i rimpianti per ciò che poteva essere e non è stato, ma Salernitana-Entella lascia in eredità tre interrogativi che si trascinano da inizio stagione: la coesistenza del tridente offensivo, la posizione di Rosina e quest’approccio molle alle partite. A favore di Sannino ,tuttavia, va detto che questa squadra ha sempre subito gol per errori individuali. Provate a ripensare a tutte le reti incassate, non ne troverete neanche una frutto della bravura degli avversari.
Gaetano Ferraiuolo