Alessandro Zoppetti è doppio ex di Ascoli e Salernitana: 12 presenze nel 2003-04 coi marchigiani, 17 presenze e un gol coi campani l’anno prima. Lo abbiamo intervistato telefonicamente in vista del match in programma al Del Duca.
Che ricordo hai dell’esperienza di Salerno?
“Arrivai in un’annata particolare. La squadra era da tempo fanalino di coda del campionato, ci fu l’avvicendamento in panchina tra Zeman e Varrella ed arrivai a fine mercato di riparazione, insieme a tantissimi altri calciatori, per provare a centrare una salvezza che, qualora fosse stata conseguita, avrebbe assunto i contorni del miracolo sportivo. A livello personale, fu un grande onore giocare per la Salernitana: sfido chiunque a dire il contrario su Salerno. Ebbi la possibilità di segnare anche un gol. Per un difensore, è una soddisfazione particolare segnare, figuriamoci quando lo si riesce a fare in maniera pregevole come accadde a me nella sfida interna contro il Genoa: feci gol con una bella girata al volo su corner. A livello di squadra, alla fine giunse un’amara retrocessione”.
Ironia della sorte ha voluto che tu abbia giocato ad Ascoli nella stagione successiva. Raccontaci la militanza tra le fila dei bianconeri
“Ascoli è stata l’unica piazza della mia esperienza calcistica in cui non mi sono ambientato bene. Non ho mai avuto problemi coi compagni di squadra, mentre non seppi integrarmi adeguatamente con società ed allenatore. Dopo essere stato schierato col contagocce, decisi di andare via per trovare più spazio”.
Cosa pensi della B attuale in rapporto a quella da te giocata una decina di anni fa?
“Il calcio italiano è in un generale declino tecnico e la serie B ne è lo specchio. Per quanto mi riguarda, si tratta di un torneo mediocre, all’interno del quale, oltre alle due - tre compagini più forti capaci di spiccare sulle altre, ogni squadra può vincere o perdere contro una propria diretta contendente”.
Quali prospettive pensi possano avere Ascoli e Salernitana in questa stagione?
“Le due squadre si somigliano per certi versi: hanno una buona intelaiatura di base, Coda e Cacia sono due bomber importanti ed i due allenatori sono preparati. Mi è capitato di seguire maggiormente le vicissitudini della Salernitana. Personalmente ritengo che i granata possano fare un campionato interessante qualora fossero in grado di riuscire ad avere una discreta continuità di risultati, specialmente in campo esterno attraverso qualche blitz”.
Pronostico secco?
“Se dovessi scegliere tra una delle due squadre, dico Salernitana: avrei maggiore piacere se vincessero i granata”.
Parlaci, infine, delle tue occupazioni attuali
“Mi sono ritirato dall’attività agonistica due anni fa. E’ stato un peccato perché avrei potuto giocare qualche altro anno. Gli infortuni mi hanno penalizzato nella parte finale della carriera. Attualmente gestisco due bar a Piacenza ed alleno i gruppi 2004 e 2005 della Pergolettese, dopo essere stato vice allenatore di Tacchinardi in prima squadra. Volevo iniziare a lavorare con i bambini, è una cosa che mi intriga e si sta rivelando assai formativa. Vedremo successivamente se perseguirò con costanza la strada per diventare allenatore”.
Corrado Barbarisi