Benevento

Proprio mentre si infiammava il caso con la decisione del Comune di Benevento di sospendere il servizio mensa, dall'Asl è arrivata una decisione in vistosa controtendenza. Il direttore del dipartimento Salute mentale Lucio Luciano ha firmato nella giornata di martedì la disposizione interna con la quale ha riaffidato alla “Ristorò srl” la fornitura dei pasti serviti presso le strutture del Distretto Nord Est (Morcone - San Bartolomeo in Galdo), dichiarando concluso il progetto “Laboratorio di cucina 'Cotto e mangiato'” che era stato svolto dalla cooperativa sociale “La Carlina” di Morcone. Una collaborazione nata dalla scelta, vivamente caldeggiata dall'associazione dei familiari “La Rete sociale”, di individuare forme utili al recupero terapeutico dei pazienti psichici che sono stati impegnati dallo scorso ottobre nelle attività connesse alla preparazione dei pasti. Ma per il dirigente della Asl, “il progetto, della durata di mesi 9, è terminato in data 28 febbraio 2015 in assenza di alcuna assegnazione relativa al Progetto CIPE nelle disponibilità di questo Dipartimento”. Fondi esauriti anzitempo dunque e pasti che tornano ad essere forniti dalla Ristorò. Società oggi nell'occhio del ciclone per la vicenda cittadina che però era già stata contestata due anni fa dalla stessa Rete sociale a causa della qualità del servizio ritenuta non soddisfacente dai fruitori. “Il Dipartimento Salute mentale e la Asl - denuncia la presidente Serena Romano - pur avendo avuto tutto il tempo per adottare quel progetto a vantaggio dei propri assistiti, oggi, nonostante i dubbi sollevati dal caso Comune di Benevento e le relative cautele da prendere in merito, preferiscono dire no al progetto “Cotto e mangiato” e si al maxi-appalto 'Precotto e schifato'. Una decisione che non ha bisogno di commenti, ma solo di atti conseguenti: per quanto ci riguarda, il nostro sarà avviare una richiesta formale di ispezione sul Dipartimento di Salute Mentale e sui 'mancati atti di controllo' da parte della Asl”.

Paolo Bocchino