Avellino

di Siep

Sembra essere un giallo senza finel l’omicidio di Gianna Del Gaudio, l’ex professoressa di Avellino di 63 anni brutalmente uccisa alle 00.43 del 27 agosto nella sua villetta in via Madonna delle Nevi a Seriate. 

Pochi giorni fa il ritrovamento di quella che sembra essere con certezza l’arma del delitto. Le analisi dei Ris sul cutter ritrovato in una siepe di via Cornagera, a 400 metri circa dal luogo del delitto, hanno accertato che il sangue sull’arma è proprio quello della vittima, ma su di esso non sono state trovate impronte o tracce biologiche.

Ma sui guanti in lattice rinvenuti insieme all’arma c’era invece del Dna, ma non quello del marito della donna, Antonio Tizzani, 68enne ex ferroviere al momento unico indagato, come invece molti si aspettavano.  Sui guanti, infatti, i Ris hanno rinvenuto sì un profilo genetico, ma di un soggetto maschile al momento ignoto. Una scoperta che spiazza considerando che gli investigatori hanno appurato che tutto ciò che è stato trovato in quel sacchetto proviene sicuramente dalla casa della vittima. Per questo erano quasi certi di ritrovare almeno un elemento che riconducesse a Tizzani, che in quella casa ci viveva. Invece niente.

Insomma sembrerebbe riaprirsi la tesi dell’uomo incappucciato, cioè la versione fornita sin dall’inizio da Antonio Tizzani, che ha sempre raccontato di aver visto fuggire dalla sua abitazione un uomo con il volto coperto da un cappuccio la sera in cui ha ritrovato il corpo senza vita della moglie. Una tesi dichiarata «inverosimile» dal procuratore capo. Dal canto suo l’ex ferroviere di origini irpine commenta: “’ho detto fin da subito come sono andate le cose e che mia moglie non l’ho uccisa io”. Intanto, però, gli investigatori si sono mossi effettuando svariati prelievi salivari a una quarantina di persone che potrebbero essere entrate in contatto con quel sacchetto: Paolo, il figlio della coppia, e sua moglie Elena; l’altro figlio Mario e la sua compagna Alessandra; il commerciante che aveva venduto ad Antonio Tizzani le mozzarelle; il postino.

Insomma quello della prof irpina sgozzata resta un mistero senza alcuna soluzione di sorta. Almeno per ora.