Napoli

 

di Siep

 

Il conto lo paga la ragazza, la prostituta, dopo aver avuto i soldi dal suo cliente. Cinque euro per 2 ore, la terza costa 2 euro e c’è un cartello esplicito che lo ricorda a tutti gli avventori del parcheggio. Il Corriere del Mezzogiorno è riuscito a violare la protezione che rende praticamente invisibile dall’esterno l’intera area che si trova in via Galileo Ferraris, sotto al ponte dei Francesi a Napoli. Lì si fa sesso. Nel box. Protetti da occhi indiscreti da teloni e lamiere. Spazi costipati. Privacy assicurata per poter trasgredire con le professioniste del sesso. 

Sesso in città, strade infuocate da libido e abiti succinti. Tacchi vertiginosi gonne fazzoletto, calze a rete e scollature da far finire fuori strada chi qui ci passa o ci arriva per trovare il corpo giusto con cui fare sesso. E anche lungo o nei pressi di queste 22 strade infuocate di Napoli lungo cui sfilano donne dell’est o africane è fiorito un nuovo business.

Qualcuno ha pensato di creare uno spazio ad hoc dove poter, in intimità, fare sesso in auto: 5 euro all’ora. Sono centinaia le ragazze che si prostituiscono, sia di mattina che di notte. Sono centinaia le schiave del sesso. Immaginate conti alla mano quanti sono i clienti.

Il centro direzionale, Gianturco, fino a via Argine e via Ferraris sono popolate da gente al margine. Donne bellissime, con tacchi a spillo, borse in pelle e sguardi persi nel nulla. 

Sono dell’Ucraina, della Polonia e della ex Jugoslavia. Sfilano provocanti tra la rotonda Mercedes, via del Macello, via Imparato e via Gianturco. Tra Fuorigrotta e Pozzuoli i luoghi dove poter “scegliere” di fare sesso sono pochi ma noti a tutti gli avventori. Tra lo spiazzale dell’Università di Economia e il parco San Paolo.