Benevento

Nuova sconfitta per i giallorossi, la terza consecutiva in trasferta, al termine di una partita davvero brutta.

Le scelte di Baroni. Né Buzzegoli, né De Falco, la qualità va in soffitta. Anzi in panchina, dove non trovano posto Perucchini, Jakimovski e Puscas. Due mastini a centrocampo per arginare la voglia di riscatto del Trapani. Come contro la Spal alla prima giornata, quando l’ex novarese era ancora in Piemonte e il regista anconetano squalificato. Dunque in campo Del Pinto e Chibsah, grinta e corsa più che tecnica. Ma la qualità in fondo non dovrebbe mancare, quella di Ciciretti e Falco su tutti.

La chiave tattica. Primo tempo di totale smarrimento da parte dei giallorossi che lo consegnano letteralmente nella mani dei siciliani. Mancano le idee a centrocampo, ma viene meno anche l’agonismo a cui voleva affidarsi Baroni. Gli esterni latitano, Falco va ad infilarsi sempre in un imbuto, non arriva un pallone giocabile per il povero Ceravolo abbandonato sempre di più alla sua sorte. Il gol di Citro, a lungo corteggiato dal Benevento in estate, è la logica conseguenza di una latitanza giallorossa quasi in ogni zona del campo. Qualche cambio nella ripresa appare tardivo, anche perchè quando il Benevento migliora a centrocampo, il Trapani ha ormai già messo i lucchetti al suo fortino.

La svolta. Cissè al 55’, De Falco al 65’, Buzzegoli all’80’. In una partita in cui tutto va storto forse i cambi andavano fatti prima. Potevano essere la svolta? Forse, ma non lo sapremo mai. Troppo tardi la squadra giallorossa ha cambiato volto. La svolta non c’è stata, brutta partita sul piano del gioco, su quello dell’agonismo e sulla determinazione. Quando viene a mancare la qualità c’è bisogno di un atteggiamento diverso. Quello che aveva stasera la squadra Cosmi. Non quella di Baroni.

L’errore. Non bisogna mai dire una parola di troppo. Gli arbitri italiani tollerano più un’entrata dura che una parola poco gentile. Non sembrava poterci essere via d’uscita alla sconfitta, ma il “rosso”a Moko Cissè ha messo fine anche al forcing finale dei giallorossi. Una partita infarcita di errori non poteva finire che con un altro errore.