Subito in campo perché il secondo tour de force imposto dal calendario, con il secondo turno infrasettimanale mandato in archivio con il successo di misura sulla Ternana, non permette di cullarsi sugli allori: l'Avellino ha ripreso ad allenarsi questa mattina, al “Partenio-Lombardi”, con la consueta seduta defaticante per chi ha giocato e di consueto lavoro per chi è subentrato o non è stato impiegato. Lunedì (ore 20:30), al “Paolo Mazza” di Ferrara, i biancoverdi sfidano la neo-promossa Spal, infracita di ex: Arini, Schiavon e Zigoni attendono i lupi.
Dopo aver centrato il terzo successo consecutivo tra le mura amiche c'è bisogno di invertire il trend in trasferta dove il lupo ha finora raccolto un solo punto in cinque partite. A far nutrire un motivo in più di speranza al tecnico Domenico Toscano, che ha ordinato il rompete le righe fino a venerdì dopo la sessione di fatiche mattutina, è il graduale recupero degli infortunati. Ieri i ritorni in campo dal primo minuto di Castaldo e Verde a fare da apristrada a quelli di Ardemagni e Mokulu, che saranno regolarmente a disposizione (il belga ha assistito alla partita contro le fere dalla panchina). Finalmente tutte le frecce sono pronte ad essere incoccate nell'arco dell'alleantore calabrese (o quasi tenendo conto degli infortuni di Gavazzi e Jidayi e dell'indisponibilità prolungata di Molina). Ampia possibilità di scelta per gestire un turn-over più che mai ragionato e non obbligato.
Difficilmente cambierà fisionomia la difesa, dove l'unico ballottaggio che potrebbe profilarsi è quello tra Asmah, tenuto a riposo, e Crecco, uscito stremato dopo una partita generosa ed una prestazione più che positiva. Altrettanto improbabili avvicendamenti in mediana dove D'Angelo, Paghera e Lasik hanno sfoderato una performance solida. E allora, con Soumarè ormai diventato inamovibile, e con il già citato Ardemagni che sarà impiegato con ogni probabilità a gara in corso, saranno proprio Castaldo, Mokulu e Verde a contendersi due delle tre maglie da titolare residue nel tridente d'attacco. Squadra che vince non si cambia e pure il modulo: il passaggio al 4-3-3, alla linea a quattro difensiva, ha conferito al pacchetto arretrato sicurezza e tenuta. “Primo, non prenderle”: l'Avellino ci sta riuscendo. E con il rientro della batterie di avanti è lecito nutrire ottimismo e fiducia per la seconda metà del girone di andata che è ufficialmente iniziata.
Marco Festa