Tengono banco in queste ore le dichiarazioni del presidente Claudio Lotito che, smentendo mister Sannino, ha parlato apertamente di obiettivi importanti confermando quanto dichiarato anche in passato: "Non ci accontentiamo, se qualche tifoso teme che le regole sulla comproprietà possano frenarci si sbaglia di grosso: è sufficiente leggere il nostro organico per capire che la Salernitana può e deve competere alla pari con tutti" disse ai microfoni di Granatissimi.Ottopagine a poche ore dal derby con il Benevento, quando invitò l'allenatore a "far rendere la squadra in base alle sue possibilità effettive". Chiariamoci: i rapporti tra le parti sono buoni, la società riconosce al tecnico la capacità di aver dato un'identità precisa alla Salernitana ed il merito di aver giocato alla pari con tutti gli avversari senza mai farsi mettere sotto. La classifica, del resto, è bugiarda e i granata sono stati penalizzati oltremodo dagli errori individuali. Ciò detto, però, è tempo di accelerare e la proprietà è pronta a fare tutte le valutazioni del caso qualora la Salernitana non battesse il Pisa sabato pomeriggio.
Due le riflessioni principali: il rendimento del reparto offensivo, sulla carta il punto di forza della squadra, e le posizioni dei calciatori in campo. Nel primo caso, Lotito è stato chiaro: "Le azioni le costruiamo, purtroppo non le capitalizziamo e qualcuno vuole entrare in porta con la palla: così non va bene, nel calcio vince chi segna", un invito implicito a non cullarsi sulle proprie qualità e ad anteporre il bene collettivo all'interesse personale. Al momento, in effetti, Rosina non è quasi mai stato devastante come lecito attendersi, Donnarumma ha visto più panchina che campo nell'ultimo mese e mezzo e Coda, pur sacrificandosi tantissimo tatticamente, sotto porta non sempre è preciso. E qui ci colleghiamo al secondo punto del ragionamento societario: il mister sta sfruttando al meglio il materiale a disposizione? Se è vero che Joao Silva, ad ora, non ha convinto in pieno, è altrettanto vero che l'anno scorso, in una rosa molto più debole di questa, Coda e Donnarumma hanno segnato tantissimo affinando l'intesa gara dopo gara. Le ipotesi sono due: o sono stati sopravvalutati l'anno scorso o non vengono messi in condizione di far male agli avversari.
Anche la posizione di Rosina rappresenta argomento di discussione da settimane. Il fantasista gioca troppo lontano dalla porta, talvolta lo abbiamo visto schierato finanche a centrocampo e, per chi non ha svolto la preparazione estiva con costanza, è un handicap sul piano fisico. Odjer mezz'ala a sinistra è altro esperimento che ha fatto storcere il naso ai tifosi: il ghanese, così come Rosina, è investimento importantissimo anche sul piano economico e non va assolutamente depotenziato. E' chiaro che Sannino ha anche meriti e alibi e certo non stiamo parlando dell'ultimo arrivato: la squadra tutto sommato gioca, rispetto ad inizio stagione crea, ha un discreto carattere e si sacrifica quando è necessario, ma dalle parole del tecnico emerge una sorta di "tendenza ad accontentarsi" che, con quest'organico, non sempre può andar bene. Prendiamo lo 0-0 di Cesena: lì la Salernitana attuò una tattica super difensiva, oggi i romagnoli lottano per non retrocedere e furono affrontati con eccessivo timore reverenziale. Ancora. Il Vicenza, che perde o pareggia ovunque, ha segnato tre gol a Salerno, lo stesso Ascoli è apparso tecnicamente assai inferiore, ma è mancato l'assalto finale ed un pizzico di coraggio. Certo, serve continuità e bisogna anzitutto assicurarsi la salvezza, ma quando in rosa hai Vitale, Tuia, Bernardini, Laverone, Odjer, Della Rocca, Busellato, Zito, Rosina, Coda, Improta e Donnarumma non puoi certo nasconderti e accontentarti per sempre. I figli non si fanno in 9 mesi e un tecnico che riparte da zero ha bisogno di tempo e fiducia. Ma, per dirla alla Mezzaroma, chi ha tempo non aspetti tempo.
Gaetano Ferraiuolo