Dici Ferrara e pensi a quel 15 maggio 2005; a quel 5-1 subito dai lupi dell’allora tecnico Francesco Oddo. Era l’ultima gara del campionato di Serie C1 2004/2005 (girone B): biancoverdi, già qualificati per i play-off (che avrebbero poi vinto battendo in finale il Napoli), ma colpevoli di una figuraccia che non lasciò indifferenti. L’ira nel postpartita di Marco Pugliese: “E’ stata una prestazione umiliante. Mi amareggia il modo in cui si è perso. A Ferrara c’erano trecento tifosi che andavano ricambiati con lo stesso sacrificio fatto da loro per seguire l’Avellino in una partita che tutti hanno definito inutile. Quei tifosi potevano spendere i loro soldi per godersi una giornata di mare. Invece, al mare ci sono andati i calciatori che vengono profumatamente stipendiati”, commentava. Infuriato non solo il presidente che annunciava “provvedimenti drastici”, ma anche i tifosi irpini: per motivi di sicurezza torpedone dell’Avellino scortato in zona protetta. Ad allenare la Spal c’era un certo Massimiliano Allegri; l’attuale allenatore della Juventus provava così a giustificare la prova dei biancoverdi: “Loro sono in ballo per un risultato importante e per questo oggi non hanno rischiato niente. L’Avellino si presenta ai playoff con grandi ambizioni. La squadra di Oddo ha tutte le carte in regola per tentare di giocare lo scherzetto al Napoli”. Ci aveva visto giusto.
Ecco la cronaca integrale, tratta dall’edizione di Ottopagine del 16 maggio 2005.
(di Andrea Talmelli) Gambe pesanti, idee scarse e quelle poche rallentate dal primo caldo di stagione. Con la mente ai play off l'Avellino rimedia una brutta figura e in casa della Spal bissa la sconfitta incassata contro gli emiliani nella partita d'andata. Un po' di preoccupazione la trasferta di Ferrara dovrebbe trasmetterla alla truppa di Oddo che non entra mai in partita e subisce passivamente le scorribande offensive della Spal che vuole congedarsi alla grande dal pubblico di casa. I biancoazzurri giocano per la classifica, l'Avellino per rifinire la condizione e soprattuto lasciare l'Emilia senza infortunati. La seconda operazione riesce, mentre sulla prima soltanto il campo, tra quindici giorni, darà il responso che tutti aspettano. In attesa di tornare in campo e di dare l’assalto alla serie B, i biancoverdi devono archiviare questo pesante (nel punteggio), stop. Entrambi gli allenatori si adattano alla situazione proponendo, fin dal primo minuto, schieramenti costruiti sulle seconde linee. Tra le fila dei padroni di casa, assenti gli infortunati Cunico e Milana, mister Allegri regala spazi importanti ai baby biancoazzurri solitamente destinati alla panchina: esordio per il portiere Lorenzini, per il difensore centrale Zaffagnini e per il centrocampista Simoni. Vacanze anticipate per Pierobon, Pirri e Sadotti, piazzati in tribuna ad assistere all’incontro. Poche preoccupazioni anche per l’Avellino, pronto a cogliere l’occasione per ridare fiato ai vari Criaco, Cinelli e Ghirardello, schierati in panchina. Pochi gli spettatori sugli spalti del Paolo Mazza che registra il record negativo di presenze. Circa trecento i tifosi ospiti. Poche battute e subito padroni di casa in vantaggio con Selva (9’) lesto ad approfittare di una incertezza di Musella: su una conclusione da fuori area di Berrettoni, il portiere irpino respinge ma non trattiene. Sin troppo facile per l’attaccante spallino ribadire in fondo al sacco. Raddoppiano al 16’ i padroni di casa: Nicoletto stende ingenuamente Berrettoni appena dentro l’area provocando un inutile quanto evidente calcio di rigore. Dal dischetto Selva è inesorabile e di forza, a mezza altezza, batte imparabilmente Musella. L’Avellino accusa visibilmente l’affronto ma non riesce a riorganizzare le proprie fila. Mister Oddo cerca di modificare l’assetto tattico alzando il baricentro dell’azione: fuori subito Vanin per il fantasista Montezine. Cambia poco. E’ infatti ancora Musella a dover intervenire al 39’ per respingere coi pugni un calcio di punizione di La Canna. Sul finire del tempo potrebbero accorciare le distanze i campani ma è bravissimo l’esordiente Lorenzini nel volare all’incrocio dei pali per deviare in angolo una magica punizione di Montezine. Parte a spron battuto l’Avellino dopo l’intervallo. Al 4’ il portiere spallino guadagna altri applausi nel deviare un colpo di testa ravvicinato di Puleo. Sul ribaltamento di fronte, al termine di una manovra d’attacco spallina orchestrata da Cavallo, Vastola si vede costretto a stendere al limite dell’area Berrettoni. La Spal reclama un secondo penalty. Il direttore di gara concede un calcio di punizione. Dopo un breve conciliabolo coi suoi, Selva s’incarica della battuta. Il tiro è preciso ma tutt’altro che irresistibile: tanto basta per l’esterrefatto Musella davvero in giornata storta. Mister Oddo dalla panchina lancia strali e fulmini mentre dalla curva irpina giungono ai giocatori le prime avvisaglie di una contestazione abbastanza pesante. Una timida reazione l’Avellino riesce a proporla al 15’ con Palermo a scagliare un’autentica bordata che va a spegnersi però sul fondo dopo aver accarezzato il palo della porta avversaria. Al 20’ i giochi sono fatti e mister Allegri decide di regalare l’applaudo della stadio a Selva che viene sostituito, come da pronostico, dal giovane Lunati. Pochi sospiri dopo (19’) la Spal fa poker con Altobelli: la deviazione ravvicinata dell’attaccante, su invito dell’incontenibile La Canna, prima colpisce il palo e poi si insacca alle spalle dell’avvilito Musella. L’Avellino non c’è con la testa e sul finire della partita neppure con le gambe. La formazione di casa, imbottita di giovani, si muove su ritmi che la squadra di Oddo non riesce a mantenere. In campo c’è solo la Spal. La valanga travolge gli irpini che al 27’ si trovano ad insaccare la quinta rete di un pomeriggio tutto da dimenticare: intera difesa sottoaccusa innanzi a La Canna che, da solo, esegue un paio di dribbling prima di battere Musella con un beffardo pallonetto. Un colpo di orgoglio i lupi lo ritrovano sul finire della partita: sfortunato il colpo di testa di Evacuo che al 33’ va a spegnersi sulla parte alta della traversa. Un minuto dopo la sigla finale è tutta per Millesi bravo a battere Lorenzini con un diagonale fendente di grande forza e precisione. Per finire sguardo al passato per scoprire che l’ultima giornata del campionato di Serie B stagione 1975-76 fu l’Avellino a sommergere la Spal con un altisonante 1-5. A distanza di quasi trent’anni, i biancoazzurri restituiscono l’affronto.
IL TABELLINO:
SPAL (4-4-2): Lorenzini 7; Fedeli 6,5, Zaffagnini 7, Macchia 6,5, Aurelio 6,5; La Canna 6,5, Cavallo 6,5 (28’ st D’Angelo 6), Valeri 7, Altobelli 6; Berrettoni 6,5 (30 st Simoni 6), Selva 8 (20 st Lunati 6). A disp.: Manfredini, Ceravolo, Villa, De Francesco. All.: Allegri 7.
AVELLINO (3-4–2-1): Musella 5; Vastola 6, Nicoletto 5, Puleo 5,5; Vanin 5 (29’ pt Montezine 6), Fusco 5 (37’ st Platone ng), Riccio 6, Palermo 5,5; Rastelli 6 (2’ st Leone 5,5), Millesi 5,5; Evacuo 5,5. A disp: De Marco, Criaco, Cinelli, Ghirardello. All.: Oddo 5.
ARBITRO: Giglioni di Siena 7.
MARCATORI: 9’ pt Selva (S); 16' Selva (S) rig.; 6’ st Selva (S), 19’ Altobelli (S); 27’ La Canna (S); 34’ Millesi (A).
NOTE: spettatori 1.641. Incasso di 11.718, 11 euro. Calci d’angolo 10-1 per l’Avellino. Ammoniti Macchia e Vastola. Recuperi pt. 2’ e st 3’. Giornata calda, terreno in discrete condizioni.
Silvestro Giaquinto