Avellino

Quella in programma lunedì sera, alle 20:30, allo stadio “Mazza”, non sarà una partita come le altre per Mariano Arini, che ritrova l'Avellino da ex. Il centrocampista (che su Facebook ha scelto come foto copertina uno scatto di Ottopagine.it, in cui è immortalata l'esultanza dei lupi sotto il settore ospiti dello stadio Dall'Ara dopo il secondo gol di Trotta, nell'epica semifinale di ritorno dei playoff 2015, ndr) ha raccontato le proprie emozioni a tre giorni dalla sfida in collegamento telefonico con Otto Channel 696.

Mariano Arini, lunedì allo stadio “Mazza” per te sarà un tuffo nel passato...

Ho passato quattro anni ad Avellino. Sarà una partita particolare, ma dal fischio d'inizio i miei pensieri saranno rivolti esclusivamente alla Spal.”

Qual'è il ricordo più bello che ti porti dentro dell'esperienza professionale con l'Avellino.

Ce ne sono stati tanti. Forse il più bello è legato alla semifinale playoff con il Bologna, quando siamo usciti tra gli applausi del Dall'Ara.”

Dal gennaio 2013 alla scorsa estate: la tua una lunga avventura in biancoverde. Sei stato ad un passo dal Cagliari nel 2015, ma alla fine sei rimasto per un'altra stagione. Poi è arrivata la chiamata della Spal di cui sei già diventato perno con tre gol in undici partite. Quando hai capito che era finito il tuo ciclo in maglia Avellino e che ambiente hai trovato invece a Ferrara?

A Ferrara ho trovato un ambiente con grande entusiasmo e grande voglia di far bene da parte di tutti: dalla società ai tifosi. Erano 23 anni che la Spal non faceva la Serie B. Ho capito che sarei andato via all'improvviso: non era una cessione pianificata. È accaduto tutto in maniera molto veloce. Quando tutte le componenti vanno verso la stessa direzione, però, comprendi che, in effetti, è arrivato il momento di cambiare. E così, quando è arrivata la chiamata della Spal l'abbiamo tutti presa in considerazione.”

Hai avuto come guide tecniche Rastelli e Tesser. Che ricordo porti del lavoro svolto insieme a loro e come ti trovi alle dipendenze del tuo nuovo mister, Leonardo Semplici.

Ho conservato un bel rapporto con Rastelli e Tesser, anche al di là del calcio. Li sento ancora entrambi. Sono stati due allenatori diversi tra loro, che mi hanno dato tanto. Di loro conservo un bel ricordo. Con Semplici, invece, mi trovo bene: è una persona preparata, che lavora tanto e che vuole arrivare. Quindi, abbiamo qualcosa in comune”.

Spal a quota 15 in classifica, martedì sconfitto 2-1 a Frosinone. L'Avellino è salito a 12 grazie al successo sulla Ternana. Come valuti l'inizio di campionato della Spal e, soprattutto, ti aspettavi una partenza così difficoltosa della tua ex squadra; il clima teso che si respira in casa irpina, dove la società è stata contestata e non è mai sbocciato l'amore con mister Toscano.

Noi abbiamo attraversato, nelle prime quattro, cinque partite, un periodo di assistamento. Poi abbiamo iniziato a far bene. Anche a Frosinone, nonostante la sconfitta, abbiamo sfoderato una buona prestazione e non meritavamo di perdere. Il primo bilancio sul cammino della Spal è positivo e credo, anzi, che ci manchi pure qualche punto. Per quanto riguarda l'Avellino ha avuto qualche difficoltà all'inizio, dovuta ai tanti giocatori nuovi che sono arrivati, di cui molti stranieri, e per via degli infortuni con cui ha dovuto fare i conti; per effetto dei quali ha perso i giocatori più esperti, più importanti, per tante partite. Pian piano sta recuperando e si rimetterà in carreggiata per fare il suo gran campionato. Come ha sempre fatto. Per ciò che concerne la contestazione dei tifosi alla società non conoscendo le dinamiche non posso giudicare. Posso dire solo che la società ha fatto molto bene in questi anni quindi, secondo me, va solo ringraziata. I periodi positivi e negativi fanno parte del gioco, ma sono anni che l'Avellino è in Serie B e credo che vada dato merito alla dirigenza per il lavoro finora svolto.”

Ferrara e Avellino sono due città molto diverse tra di loro. Cosa ti manca del capoluogo irpino e come ti stai trovando nella tua nuova città.

Qui mi trovo veramente bene: Ferrara è una città carinissima, dove si vive alla grande con la famiglia. Di Avellino mi mancano i tanti amici che ho lasciato anche fuori dal calcio. In quattro anni ho posto le basi di tanti bei rapporti, che mancano.”

Qual è il compagno di squadra che riabbraccerai con più piacere?

I due Gigi: Castaldo e Frattali. Ma sono rimasto in ottimi rapporti anche con tutti gli altri compagni con cui ho condiviso questi anni.”

Ti sei legato alla Spal con un contratto triennale, ma nel calcio, come nella vita, mai dire mai: torneresti a giocare nell'Avellino, qualora si creasse l'opportunità?

Non si può mai dire. Ma ora sto bene qui alla Spal e penso solo a fare bene per ripagre la fiducia della società.”

Marco Festa