di Andrea Fantucchio
“A Morra ci diedero un libro di Francesco De Sanctis nella busta del sottovuoto. Per proteggerlo dal mal tempo. E ricordo bene tutti i bambini che ci accoglievano in ogni paese. A volte c'era perfino la banda musicale. Momenti indimenticabili”. Il Pino Irpino è tornato con la sua carrellata di ricordi.
Sembra già sentire i passi della “carovana” composta da ragazzi irpini che per tre giorni girano tutti i comuni della provincia di Avellino.
Un sogno nato due anni fa che è già divenuto un appuntamento fisso. Il Pino Irpino ripartirà dal 9 all'11 dicembre. I ragazzi lo hanno annunciato sulla loro pagina Facebook.
Ottopagine si è incuriosita.
Così abbiamo contattato Francesco Iandolo. Il quale non ha voluto parlare nemmeno sotto tortura. Inutile legarlo alla sedia, questo ragazzo è una tomba.
I tentativi di corromperlo si sono rivelati altrettanto inutili. Il nostro Bubba non voleva proprio svelare nulla.
Così abbiamo trovato un compromesso. Poche anticipazioni su quello che verrà, ma un viaggio completo a bordo del treno dei ricordi.
Per capire come un'idea nata da sei ragazzi in un bar possa aver conquistato tanto seguito.
In soli due anni di vita. Creando un brand dell'allegria e della speranza. Sei ragazzi che rappresentano ancora lo "zoccolo duro del progetto": Sirio Di Capua, Luca Grafner, Francesco Iandolo, Serena Matarazzo, Sandro Montefusco e Pasquale Ciampa.
“E' nato tutto per gioco - racconta Iandolo – ci siamo detti, “proviamo a girare l'Irpinia”. Anche con mezzi di fortuna. Raccogliamo qualche oggetto qua e là, affidandoci al buon cuore di chi vorrà accoglierci, e poi torniamo a casa. Riportiamo i regali e appendiamoli sul pino. Vediamo se così riusciamo a smuovere l'apatia diffusa. I beni alimentari erano destinati alle famiglie per regalare loro un sereno Natale. Perché credevamo e crediamo nella solidarietà concreta. Quella spontanea e priva di retorica ”.
Il Pino irpino ha oggi centinaia di sostenitori che aspettano con ansia il ritorno della carovana.
“Il desiderio anche quest'anno – dice Francesco – è quello di raccogliere un numero sempre maggiore di persone. Vogliamo comunicare il bisogno di fratellanza e collaborazione. Per ricucire idealmente, almeno per tre giorni, quegli strappi politici e sociali che spesso logorano le nostre comunità. Poi in tanti ci daranno una mano”.
Un viaggio che è in primo luogo una scoperta del territorio. Quella provincia che si vuole far conoscere e divulgare.
“La voglia e l'orgoglio di appartenere al proprio paese – spiega Iandolo - lo vedi nell'attesa della gente che aspetta il nostro arrivo in ogni comune. Quando arriviamo ci vengono tutti incontro per consegnarci il loro regalo. Fanno mille raccomandazioni spiegando quali siano i prodotti tipici di ogni singolo paese. Sarebbe bello che questo spirito di fratellanza fosse esteso tutto l'anno. Il Pino Irpino è sempre stato solo un pretesto per stare insieme”.
“Nessuno- continua - pensava che il nostro proposito avrebbe avuto un simile seguito in così poco tempo. E invece le cose sono andate magnificamente. Ci sono paesi facili da raggiungere ma che nessuno conosce nonostante tante bellezze naturalistiche ed eno-gastronomiche. La ricchezza più grande, però, sono sempre le persone che amano questa terra e hanno deciso di non andar via”.
Anche quest'anno la carovana si fermerà in ogni piazza d'Irpinia. Raccogliendo decorazioni natalizie. I regali agghinderanno poi l'albero visibile ad Avellino. E non mancheranno tanti gesti di solidarietà.
“Partecipate in tanti – conclude Iandolo – non fatelo per noi. Ma perché credete in questa provincia. Saremo lieti di incontrarvi in ogni piazza perché il Pino Irpino siete voi”.
(La foto è d'archivio concessa dai ragazzi del Pino Irpino)