Avellino

di Siep

Choc in via Tedesco: trovato un cadavere nel vecchio albergo abbandonato. Una macabra scoperta quella dei residenti della zona che da sempre protestano per lo stato di abbandono della struttura. Sono arrivati subito gli agenti di polizia che hanno avuto non poche difficoltà per recuperare il cadavere. Si tratta di un uomo di cinquant'anni che sembrerebbe da un primo esame esterno morto per cause naturali e da due giorni. La rabbia è tanta nella zona. Soprattutto per i residenti delle case popolari che da anni invocano soluzioni per quel gigante malato, quell'albergo cadente e fatiscente dove senza tetto e disperati cercano ricovero. A trovare il cadavere una mamma che si era introdotta nella struttura per recuperare il pallone finito in quell'inferno di degrado e abbandono, smarrito da suo figlio. «Ho visto una mano a terra. Era livida, scura. Ho avuto subito paura - racconta terrorizzata -. Siamo esasperati e solo l'ultima tragedia di una lunga serie. Ogni giorno rischi e pericoli. Ogni giorno paura. Chiediamo al sindaco di fare qualcosa». 


Un problema annoso quello dell'hotel di Via Tedesco. Lo avevamo già segnalato noi di Ottopagine in un precedente servizio più di un anno fa.

Si tratta di una delle scatole vuote della città più volte balzata all'onore della cronaca. Ostello di degrado e abbandono. Sito in una zona periferica dove più volte i cittadini hanno chiesto aiuto alle istituzioni. Ad avere la peggio i residente delle case popolari, sono ubicate esattamente alle spalle dell'albergo ristorante ormai chiuso da anni. E proprio quei cittadini oggi hanno trovato quell'uomo senza vita.

La Maddalena è da tempo ricettacolo per senzatetto e tossicodipendenti. Principi di rogo, rifiuti e tanto sporco invadono le zone nei dintorni. Spesso lo stesso edificio, dove era facile accedere, diventava ritrovo proprio per senza tetto. In tanti, disperati, hanno trovato in quella struttura cadente un tetto un posto dove trascorrere la notte. «Di notte siamo terrorizzati - continuano i residenti -. Sentiamo grida, rumori di bivacchi e tanto altro. Siamo preoccupati per i nostri figli di giorno e di notte. Non sappiamo cosa possa accadere, chi possono, rischiano di incontrare sul loro cammino».