All’Arechi va in scena una partita priva di emozioni, uno 0-0 che scontenta i granata, alla ricerca dopo tanta attesa del ritorno alla vittoria. Gattuso riesce ad imbrigliare la Salernitana in casa, un risultato che, vista la situazione societaria della compagine toscana, ha il sapore di una vittoria. Sotto accusa soprattutto l’atteggiamento sottotono tenuto dalla squadra fin dalla discesa in campo. Stesso atteggiamento che ha avuto anche il tecnico in panchina, lontano parente del vulcanico “padrone” dell’area tecnica granata visto nelle prime partite. Il trainer di Ottaviano, visibilmente deluso dall’atteggiamento dei suoi, non è sceso neppure in sala stampa per commentare la gara. A “giustificarlo” ci ha pensato il ds Fabiani: “Doveva tornare a casa, lo sostituisco io”.
Sannino parte col 4-4-2, ma dopo appena 15’ minuti dal fischio d’inizio, passa alla difesa a 3 e sposta Rosina dietro le punte. Sono troppo evidenti infatti le difficoltà del fantasista granata a giocare da esterno di centrocampo. Nelle prime indicazioni il tecnico granata chiede ai suoi di giocare d’ampiezza e spingere, i suoi gesti sino eloquenti. Con una squadra compatta a chiusa in difesa come il Pisa in effetti, allargare il gioco sembra una valida strategia. Ma la Salernitana continua ad avere difficoltà. Al 27’ minuto del primo tempo la delusione è evidente quando, dopo che Tuia aveva recuperato la palla in difesa bloccando un’azione d’attacco dei toscani, i suoi uomini sono troppo macchinosi nel ripartire e non riescono ad innescare a dovere il contropiede. Sannino si sbraccia in panchina.
Poco da segnalare per il resto del match, a parte l’evidente sconforto mostrato al legno colpito da Donnarumma. Il secondo tempo il suo atteggiamento prosegue sulla stessa falsa riga: testa bassa e mani in tasca. Emblematico in tal senso il modo in cui ha seguito la punizione dal limite di Rosina al 43’ del secondo tempo: con le mani in tasca e di spalle, camminando verso la Curva Nord.
Vincenzo Amendola