Salerno

Dopo aver analizzato nel dettaglio tutto ciò che non ha funzionato ieri pomeriggio, è doveroso sottolineare che questa Salernitana lascia ben sperare per l’immediato futuro per tutta una serie di motivi. Detto ampiamente delle potenzialità ancora inespresse di una rosa superiore a quella della passata stagione e della voglia della società di lottare per traguardi ambiziosi che vanno ben oltre una salvezza tranquilla, rimarchiamo la ritrovata solidità del reparto difensivo. Tallone d’Achille nel primo mese, la retroguardia granata è riuscita a migliorare il proprio rendimento grazie, soprattutto, al lavoro in fase di non possesso dei centrocampisti (su tutti l’instancabile Busellato). I granata non subiscono gol da oltre 270 minuti: l’ultimo a battere Terracciano è stato Francesco Caputo al 3’ minuto di Salernitana-Entella. Da quel momento in poi, la Salernitana è stata praticamente insuperabile e ha subito soltanto due tiri nello specchio della porta in tre partite, un dato assolutamente da non sottovalutare e che sta restituendo serenità a tutti i difensori. Del resto, presi singolarmente, i calciatori sono tutti molto validi: dagli esperti Bernardini e Schiavi ai giovani Luiz Felipe e Mantovani senza dimenticare i terzini Vitale e Perico e la bandiera Tuia, tutta gente che giocherebbe titolare in qualunque squadra cadetta.

Addentrandoci in un’analisi più generale, notiamo che la Salernitana non è stata mai messa sotto da nessun avversario. Fatta eccezione per i primi 20 minuti con Verona e Novara, la formazione di Sannino ha sempre avuto in mano il pallino del gioco faticando soltanto al momento di concretizzare. I dati dicono che la Salernitana è tra le squadre con il miglior possesso palla, con il maggior numero di ammonizioni a favore (ciò significa che, come si suol dire, fa la partita) e che è stata castigata esclusivamente per errori individuali e mai per giocate importanti da parte dell’avversario di turno. Dalle tre “papere” di Ferrara allo svarione su fallo laterale del Vicenza senza dimenticare la svirgolata di Vitale con l’Entella, il rimpallo favorevole a Nenè e Bisoli e quelle palle inattive che hanno fatto arrabbiare tanto Sannino, ma sulle quali si sta lavorando tantissimo in allenamento. La classifica, obiettivamente, non premia il cavalluccio marino e le prestazioni positive devono indurre a pensare al futuro con un pizzico di ottimismo in più. Certo, qualche errore è stato commesso, forse a gennaio bisognerà rinforzare qualche reparto, Sannino non è stato impeccabile sotto tanti punti di vista, ma la Salernitana non ha raccolto quanto seminato ed ha ancora tutto il tempo- e le carte in regola- per essere protagonista assoluta in serie B. Anche grazie alla ritrovata solidità del reparto difensivo. 

Gaetano Ferraiuolo