L'Italia trema. Torna la paura.
La scossa di ieri mattina è stata avvertita anche in molte zone della Campania: dalla ferita Irpinia al Sannio, da Caserta al capoluogo Partenopeo. Ritorna la paura tra la gente, ritornano le domande. Molte di queste senza risposte.
Gli edifici in cui viviamo sono a rischio? Cosa fare in caso di terremoto? Le scosse si possono prevedere? La zona in cui viviamo è ad elevato rischio sismico? Queste sono solo alcune delle domande che certamente vi state ponendo in queste ore. Alcune risposte ce le ha date il geologo Tommaso Zullo, per anni coordinatore della Protezione Civile di Cervinara.
Abbiamo chiesto all'esperto, innanzitutto, cosa fare durante e dopo la scossa. "I consigli sul cosa fare durante e dopo un terremoto - risponde il geologo - sono sempre gli stessi e cioè posizionarsi sotto mobili robusti, come per esempio una pesante scrivania o un tavolo oppure mettersi sotto un vuoto di un muro portante, stare lontano da dove vetri potrebbero frantumarsi mentre se ci troviamo all’esterno, stare lontano da edifici, alberi, linee telefoniche ed elettriche, cavalcavia o autostrade sopraelevate".
Ma la domanda interessante che nessuno si pone, ci spiega Zullo, è cosa fare prima di una scossa. La prevenzione antisismica si attua essenzialmente con una oculata scelta dei terreni su cui edificare, con un’attenta Pianificazione Territoriale soprattutto attraverso studi di Microzonazione Sismica, tra l’altro resi obbligatori dopo il terremoto dell’Aquila.
E' giusto uscire immediatamente da casa durante la scossa? L’errore più comune è quello di uscire in strada durante la scossa, presi dal panico, e morire perché magari è caduta una tegola o un vaso di fiori. Quindi finché non finisce la scossa è consigliabile rimanere all’interno, a meno che ovviamente non ci sia una situazione di reale pericolo.
Chiariamo questo punto: i terremoti si possono prevedere? Cosa vuol dire in questo caso la parola "prevedere"? Si vuole qui intendere anno, mese, ora, luogo e magnitudo di una futura scossa di terremoto? La risposta è no. Studi per l'identificazione di precursori sismici sono condotti anche in Italia, grazie alla collaborazione con esperti di altri paesi dove questo tipo di metodologia è già collaudata. Si tratta comunque di previsioni approssimative che non possono essere utilizzate per dare un allarme alla popolazione.
Se ci sono crepe in casa bisogna allarmarsi? Tutte le crepe sui muri pericolose sono facilmente individuabili? No, e dunque anche semplici fessure sulle pareti meritano un attenta valutazione. Trascurare i segnali che l’edificio invia con la formazione di crepe e fessure sui muri pericolose può portare a crolli rovinosi in occasioni anche di lievi scosse di terremoto che con un edificio consolidato non produrrebbero nessun effetto. Le crepe sui muri ad un occhio inesperto possono sembrare tutte uguali ma in realtà sono come una scrittura tutta da leggere ed interpretare per comprendere il comportamento statico e dinamico dell’edificio.
La scossa che ieri ha colpito il Centro Italia è stata avvertita anche in Campania, perchè? Il sisma ha avuto una Magnitudo 6.5 con profondità di circa 10 km, dunque secondo solo quello in Irpinia del 1980. Ma le accelerazioni sismiche al suolo sono state molto alte ed è questo il motivo per cui abbiamo sentito in tutta l'Italia.
Quali sono le zone ad alto rischio della nostra regione? "La Regione Campania - conclude Zullo - nel 2002 ha aggiornato la Classificazione sismica dei comuni. Attualmente sono 360 i Comuni a media sismicità, 129 ad elevata sismicità e 62 a bassa sismicità. Nelle zone a più alto rischio sismico rientrano le zone interne dell'avellinese e del beneventano".
Giovanna Di Notte