Salerno

La sua storia è di quelle che riconcilia con il calcio vero e con i sentimenti più autentici dello sport, lui che per amore e senso di appartenenza gira l'Italia a sostegno di una fede a prescindere da classifiche e risultati anche a costo di muoversi da solo. L'amore smisurato nei confronti del Cittadella gli ha fatto guadagnare la stima, la simpatia e l'affetto di tutte le tifoserie, su tutte quella del Bari: virale il video che lo mostra nel settore ospiti del "San Nicola" mentre sventola con fierezza la sua bandiera granata. Oggi, come da 10 anni a questa parte, sarà presente a bordo campo per assistere all'allenamento dei suoi beniamini in attesa della sfida di sabato pomeriggio contro la Salernitana. La redazione di Granatissimi.Ottopagine ha avuto il piacere di intervistare lo storico tifoso Giuseppe Ferronato:

Come sta vivendo questo periodo così positivo per il Cittadella?

"Siamo tutti molto felici, ma allo stesso tempo restiamo con i piedi per terra. Per una piccola realtà come la nostra, ritrovarsi in alta classifica è un motivo d'orgoglio. In alcune circostanze siamo stati anche sfortunati, ci siamo imbattuti in torti arbitrali difficilmente commentabili. Per chi, come me, segue il Cittadella ovunque è un momento bellissimo, di festa. Ce lo godiamo in pieno, sperando di proseguire questa striscia positiva pur rispettando un avversario importante come la Salernitana".

Come nasce questa grande passione per il Cittadella?

"In passato ho giocato per il Cittadella e per l'Olimpia, poi le due squadre si sono fuse. Il mio amore per i colori granata è viscerale, sono sempre stato legatissimo alla maglia della mia città e, da quando sono in pensione, riesco ad essere sempre presente in casa e in trasferta. Qui il calcio è vissuto con gioia, con passione: si vive la partita, si sta insieme per due ore, si fa il tifo senza sfottò nei confronti dell'avversario e poi si ritorna dalla famiglia a prescindere dall'esito della gara. Nessuna tensione o rabbia, semplicemente la voglia di vivere una giornata di serenità sostenendo la squadra del cuore".

Sappiamo che è nato un bel rapporto con tante tifoserie...

"E' vero, questo mi fa piacere. Viaggio da anni con un bus da 9 posti e, con gli amici di sempre, abbiamo vissuto trasferte indimenticabili. A Castellammare ci hanno offerto la mozzarella, a Benevento ci aspettano a braccia aperte. Ci è capitato con frequenza di pranzare o cenare con le tifoserie avversarie, il bello del calcio è proprio questo".

Che opinione avete della tifoseria di Salerno?

"Aspetto di verificarne le potenzialità di persona, l'Arechi è uno degli stadi che mi manca. Sappiamo tutti, però, che è una tifoseria caldissima, che vive con passione le sorti della squadra del cuore. I salernitani sono i benvenuti, quando sarò a Salerno li aspetterò a braccia aperte per fare amicizia e scambiare due chiacchiere. Il calcio deve unire, non dividere: siamo avversari sportivi, mica nemici! La differenza di mentalità c'è: qui, come dicevo prima, le contestazioni sono rarissime e i risultati non influenzano più di tanto l'umore della tifoseria, lì le pressioni sono decisamente maggiori"

Qualche aneddoto?

"Ero l'unico tifoso del Cittadella a Bari. Ricordo che dovevamo partire in 9, poi ci sono stati dei problemi e ci sono andato da solo. Si giocava in posticipo, da pensionato ho avuto la possibilità di seguire la squadra in trasferta. Con i baresi è nata una bella amicizia, so che sono anche gemellati con i salernitani e questa cosa mi fa piacere".

Come definirebbe la tifoseria del Cittadella?

"La nostra città conta poco più di 20mila abitanti, allo stadio siamo in 4-5mila e i dati mi sembrano buoni. Quest'anno c'è stato il record di abbonati, quasi 1800: ci facciamo sentire, sosteniamo la nostra squadra con grande orgoglio. Io sono stato sempre presente, amo questa maglia: il Cittadella è secondo solo alla famiglia. Nel 1980, quando mi sono sposato, ho detto a mia moglie che andavo via per qualche giorno: vincemmo la finale di coppa Italia serie D, non potevo mancare"

Pronostico secco per sabato...

"Non ne faccio, da sportivo dico sempre "vinca il migliore". Certo, se gli arbitri si comportano come contro Ascoli e Frosinone, perderebbe anche il Real Madrid!"

Gaetano Ferraiuolo