di Marco Festa - Inviato a Ferrara
Uno spot per il calcio. Un esempio di cultura sportiva. L'orologio corre veloce verso le 20:30, l'ora del calcio d'inizio di Spal - Avellino, posticipo valevole per la dodicesima giornata di Serie B, e le strade di Ferrara si colorano gradualmente e costantemente di biancoverde. Tanti i supporters che mostrano con orgoglio le tinte della propria squadra del cuore, nel rispetto della cittadinanza locale, incuriosita e divertita dalla presenza degli ospiti irpini. Sorrisi, qualche domanda e chiacchierata, ed episodi in grado di attirare l'attenzione delle centinaia di persone che stanno approfittando del ponte per la commemorazione dei defunti per concedersi qualche giorno di svago in una città splendida, piena zeppa d'arte e scorci medioevali. Poco distante dal castello estense si è consumato un simpatico siparietto: protagonisti un gruppo di tifosi dell'Avellino giunti di buon'ora dalla Svizzera - la famiglia Cresta, in compagnia degli amici Caso, anch'essi irpini di nascita con un passato elvetico ed ora residenti nel ravennate - ed una ragazza palermitana neo-laureata. L'incontro casuale, alla fine di una strada che dal centro porta ad una zona più perfierica: il preludio ad una cordiale serie di congratulazioni con tanto di sciarpetta biancoverde messa prontamente al collo. Tra gli applausi generali di amici e parenti, ma anche di semplici passanti, entusiasti per il singolare spettacolo, la neo-dottoressa ha dedicato "Quando quando" di Pino Daniele all'inattesa platea con tanto di microfono con un filo collegato ad una virtuale cassa. Poi venti centesimi in un cappello con funzione da raccolta propiziatoria ed i migliori auguri. Viva il calcio, quello dei valori sani: di quei valori che il popolo irpino può ritenersi fiero di possedere.