Ariano Irpino

“Scendi giù, devo parlarti” e lo massacra di botte fino a provocargli lesioni gravissime con il rischio della perdita di un occhio. Una brutta storia di violenza che solo per un soffio non è finita in tragedia ad Ariano Irpino. Protagonista dell’episodio un 21enne del luogo, arrestato nella sua abitazione a conclusione di una delicata attività d’indagine durata quasi tre settimane. Ha rischiato di ammazzarlo in quella notte folle dopo averlo telefonato e raggiunto nel cuore della notte sotto casa, per poi scagliarsi con violenza inaudita contro di lui fino a provocargli gravissime lesioni al volto e ad altre parti del corpo. Un agguato in piena regola che aveva destato profondo sconcerto e rabbia tra gli abitanti ma soprattutto apprensione per le condizioni di salute del giovane. I fatti si sono verificati nel popoloso quartiere del Piano di Zona di Contrada Viggiano dei 78 alloggi. A distanza di 18 giorni dal feroce gesto è arrivata la svolta da parte dei carabinieri della compagnia di Ariano Irpino, diretti dal capitano Andrea Davini, che avevano avviato immediatamente la delicata e difficile indagine. Il giovane vittima del pestaggio, un 24enne del luogo, ricoverato d’urgenza al Cardarelli a Napoli era stato sottoposto ad un delicatissimo intervento chirurgico. Un quadro apparso molto chiaro agli inquirenti sin dall’inizio, i quali dopo aver raccolto tutti gli elementi necessari hanno proceduto all’arresto. Il giovane aggredito è descritto da tutti, persona tranquilla e silenziosa, mai un ombra su di lui come del resto lo è la sua famiglia, chiusasi nel silenzio comprensibile in questi giorni di terribile angoscia e dolore. Hanno atteso con fiducia solo il lavoro investigativo delle forze dell’ordine evitando ogni altro gesto, reazione o commento. Familiari ed amici non gli hanno fatto mancare finora la solidarietà, il calore necessario sia in ospedale a Napoli e a distanza da Ariano, fino al suo ritorno a casa dove si trova attualmente in convalescenza. Questa la nota dettagliata diffusa dai militari dell’arma: “La sera del 9 marzo la vittima, mentre si trovava presso la sua abitazione ad Ariano Irpino, riceveva una telefonata dall’aggressore, un ragazzo da lui conosciuto, che lo invitava a scendere da casa per scambiare quattro chiacchiere nell’atrio del portone. Era una trappola. Il 21enne - come raccontano sempre i carabinieri - animato dal desiderio di vendetta per una vicenda sentimentale che li aveva visti rivali, aveva pianificato il tutto: la vittima, giunta nell’atrio del palazzo, veniva colpita con violenti pugni dall’aggressore che, per causare il danno maggiore possibile, aveva avvolto il cinturino metallico dell’orologio intorno al pugno. Il malcapitato riusciva fortunatamente a divincolarsi e raggiungere la propria abitazione evitando conseguenze ben più grave. Trasportato presso il Pronto Soccorso dell’ospedale arianese al giovane venivano riscontrate fratture allo zigomo ed all’orbita oculare nonché traumi in più parti del corpo, con il rischio di perdere un occhio. Per le gravi lesioni riportate si rendeva necessario un delicato intervento di chirurgia maxillo facciale al Cardarelli di Napoli, da cui solo qualche giorno fa è stato dimesso.” L’ordinanza applicativa della misura cautelare della custodia in carcere è stata emessa dal GIP presso il Tribunale di Benevento, su richiesta della Procura della Repubblica sannita L’accurata attività investigativa svolta dal Nucleo Operativo della Compagnia Carabinieri di Ariano Irpino ha consentito di raccogliere tutti gli elementi necessari per individuare il responsabile dell’evento delittuoso. Il giovane arrestato si trova attualmente ristretto in Carcere ad Ariano.

Gianni Vigoroso