Claudio Ferrarese è doppio ex di Cittadella e Salernitana: 45 presenze e 5 gol coi veneti tra gennaio 2001 e giugno 2002, 35 presenze e 4 gol coi campani nel 2004-05. Lo abbiamo intervistato telefonicamente in vista della gara di sabato al Tombolato.
Che ricordi hai della tua esperienza al Cittadella? Giocasti e segnasti anche nel celeberrimo 4-4 contro la Salernitana: raccontaci quella gara pazza.
“L’esperienza di Cittadella ha rappresentato uno snodo fondamentale per la mia carriera da calciatore: dopo gli esordi al Verona, mi sono consacrato in B, meritandomi il trasferimento al Napoli dopo le buone cose fatte vedere proprio a Cittadella. Giocavamo un calcio molto offensivo, con Ezio Glerean allenatore ed il suo 3-3-4 fuori dagli schemi. Ricordo ancora oggi il 4-4 del campionato 2001-02: Zeman sedeva sulla panchina della Salernitana, fu una gara assurda, nella quale io segnai, mi procurai un rigore e feci due assist. Fui protagonista assoluto in un match da montagne russe per quanto concerne le emozioni. Fra i calciatori di quel Cittadella, mi sento ancora con Gianni Migliorini, attuale vice allenatore della Reggiana, e con l’ex terzino sinistro Ottofaro”.
Qual è stato il momento più emozionante della tua esperienza a Salerno?
“Ricordo con particolare emozione la gara salvezza contro il Catania, nella quale indossai la fascia di capitano ed in cui misi a segno il gol decisivo con un tocco di punta ad eludere l’uscita del portiere. Un’emozione inenarrabile segnare davanti ai 30.000 dell’Arechi un gol così importante in un match così rilevante, davanti ad un pubblico del genere”.
Cosa pensi di Salernitana e Cittadella?
“Qualitativamente la Salernitana ha una rosa tecnicamente superiore. La serie B è un campionato particolare in quanto puoi vincere e perdere contro qualsiasi avversario. Sono convinto che Sannino saprà trovare la quadratura del cerchio perché la squadra, a mio avviso, si esprime bene e meriterebbe di più. Ho appreso che Rosina ha giocato anche da esterno alto: posso dirvi che è un ruolo che sa ricoprire egregiamente in quanto nell’esperienza al Torino io e lui eravamo le due ali d’attacco nel 4-4-2. Cittadella è, invece, un ambiente magico, familiare e nel quale i calciatori sono portati a dare il massimo. E’ il Chievo della B. Venturato è un tecnico preparato e meticoloso: l’ho avuto a Cremona e sta dimostrando a pieno il suo valore”.
Corrado Barbarisi