Controlli a tutela dell'ambiente dei carabinieri nella cosiddetta Terra dei Fuochi, tra Napoli e Caserta. Nel corso dell'operazione sono state ispezionate fabbriche, attività tessili, aziende di abbigliamento, autolavaggi, carrozzerie, depositi di carburante. Complessivamente sono state denunciate 117 persone e sono state sospese o sequestrate 76 attività.
Tra i reati contestati, lo smaltimento illecito di rifiuti, lo sfruttamento del lavoro nero, l'abusivismo edilizio, la violazione della normativa in materia di sicurezza sul lavoro. Tredici i comuni interessati dalle ispezioni. Un vero e proprio giro di vite per accertare tutte le violazioni nell’area.
A Grumo Nevano, il titolare di un opificio rubava corrente elettrica e teneva al lavoro 4 clandestini. Riscontrata la presenza anche di autolavaggi abusivi che sversano nelle fogne o che lavoravano senza alcun permesso. A Caivano, motori rubati, rottami e pneumatici. Olii esausti sversati sul terreno. Tra San Vitaliano, Pomigliano, Somma e Acerra, ancora autolavaggi che sversavano illegalmente e officine senza autorizzazione. Nel Nolano, beccato un opificio con clandestino al lavoro mentre un carrozziere e un meccanico stoccavano illegalmente rottami senza le autorizzazioni necessarie. Anche a Volla è stato stanata un’autocarrozzeria che sversava nei tombini delle acque piovane mentre a Sant’Antonio Abate, beccati lavoratori a nero e senza sicurezza come anche a Terzigno, Boscoreale, Ottaviano. Nel Casertano complessivamente sono state ispezionate 41 attività (aziende tessili e calzaturiere, officine meccaniche e carrozzerie) 28 delle quali risultate irregolari.