Salerno

La paura, la disperazione, le lacrime, poi la buona notizia ed undici leoni- poi diventati dieci- che si guardarono negli occhi all’interno dello spogliatoio rientrando in campo con un unico obiettivo: vincere e dedicargli tre punti fondamentali. Esattamente due anni fa, a Matera, andò in scena un pomeriggio triste, davvero surreale: l’attaccante della Salernitana Ettore Mendicino, colpito fortuitamente da un avversario, si accasciò al suolo privo di sensi proprio sotto la curva occupata dai 1000 supporters granata, impietriti per quanto stava accadendo. L’ingresso in campo tardivo dell’ambulanza, le mani tra i capelli dei giocatori, le lacrime di disperazione di Tuia, l’agitazione di Fabiani a bordo campo lasciavano presagire il peggio, si rincorrevano voci che parlavano di arresto cardiaco e di pericolo di vita. Le immagini erano spietate, roba da far accapponare la pelle anche a 365 giorni di distanza. La gara fu interrotta, anche il pubblico di Matera mostrò grande civiltà e maturità chiedendo la sospensione della partita per recarsi in massa dinanzi all’ospedale in attesa di buone notizie. Fortunatamente 20 minuti dopo fu il team manager Avallone a tranquillizzare tutti: Mendicino era sveglio, cosciente e fuori pericolo. Solo un grosso spavento e tanto affetto da ogni parte d’Italia, mentre la Salernitana rientrava in campo con gli occhi della tigre vincendo 2-1 su un campo difficilissimo e in inferiorità numerica. Una vittoria tutta per lui, a cui il destino restituì qualcosa nel giorno della festa promozione: gol del 3-1 al Barletta sotto la Sud, ovazione dei 22mila dell’Arechi e Salernitana in B. Oggi gioca a Siena, ma siamo sicuri che la mente ritornerà a quel pomeriggio: SuperMendo ha ripreso a correre, è questo quello che conta…

Gaetano Ferraiuolo