Avellino

Mentre si avvicina la sfida del Partenio Lombardi di domenica alle 15 tra Avellino e Frosinone, gara che può segnare la stagione biancoverde, la mente ritorna ad un precedente in particolare: 9 febbraio 2008, lupi guidati da Guido Carboni beffati all'ultimo respiro dalla parabola vincente su punizione di Francesco Lodi. Il centrocampista, ora all'Udinese, avrebbe poi abituato, in particolare con la maglia del Catania, anche i campi della Serie A ai suoi fenomenali calci da fermo. In quella stagione, la 2007/2008, fu capace di realizzare con la maglia dei ciociari 20 gol, di cui tre proprio all'Avellino, tutti decisivi. Doppietta nella gara di andata che servì a ribaltare il vantaggio irpino firmato Pellicori, pennellata anche al Partenio dove giocò anche l'ex Felice Evacuo“Sapevano di Lodi, di un talento naturale che inventa giocate eccezionali, l'uomo più pericoloso del Frosinone. Sapevamo e non abbiamo fatto un granché per limitarlo: dovevamo prestare molta più attenzione, evitare perfino di concedere quella punizione dal limite e poi cercare di limitare i danni sistemando la barriera con più intelligenza, usando un po' di mestiere e di malizia”, le parole di mister Carboni a fine partita.

Questo invece il commento proprio del giocatore che non nascondeva una certa simpatia per i lupi: “Amerini voleva batterla subito, ma gli ho detto di fermarsi e di spostarsi dal pallone: ero sicuro di me stesso, sicuro di far gol ed alla fine mi è andata bene. Un po' mi dispiace per l'Avellino essendo io campano e quindi simpatizzante della formazione irpina, ma sono ligio al mio dovere da realizzatore”. I biancoverdi, con Alessandro Calori subentrato all'esonerato Carboni alla trentesima giornata, chiusero la stagione quart'ultimi con 36 punti e salvati solo dal ripescaggio per il fallimento del Messina.

Ecco la cronaca integrale di quell'Avellino-Frosinone, tratta dall’edizione di Ottopagine del 10 febbraio 2008.

(di Andrea Buonaiuto) Un lampo di Lodi fa calare il buio sopra il “Partenio” bagnato, reso tetro ancor prima che i riflettori cessino di illuminare il prato. Passa il Frosinone, sorride Cavasin che in sala stampa benedice il sinistro del suo scugnizzo: una pennellata che vale i tre punti per la rinascita ciociara. Non vinceva dal 24 novembre la sua squadra, lo ha fatto ad Avellino agguantando con destrezza l'intera posta in palio. Di contro, l'Avellino poteva accorciare i sei punti di distacco dal centro-classifica occupato dagli avversari: con una vittoria si sarebbero ridotti a tre. Il conto presentato da Lodi, invece, riconduce d'un colpo a meno nove, in piena zona play-out. Galeotta fu la parabola di Lodi, galeotta anche la mano di Nardini per il tocco proibito qualche metro fuori area, proprio la zolla preferita dal talento partenopeo.

Il cielo è coperto e, per giunta, soffia il vento della discordia. Che sia un funesto presagio di sventura? Carboni, sconfortato dalle bizze del clima, inverte la prudenza e, in barba alle previsioni, rilancia l'Avellino attivando la trazione anteriore. L'idea è di aggredire il Frosinone ferito; la pratica, almeno per i primi quarantacinque minuti, imporrà immediate variazioni sul tema. Dunque dentro Sestu, fuori il “benarrivato” Nardini sull'out di destra del centrocampo. Il suo omologo di mercato, il ventenne Della Rocca, è al suo posto nella cerniera di centrocampo al fianco di Di Cecco; sull'out di sinistra Porcari è lo stantuffo adibito alle due fasi. Dunque è il tecnico dei lupi a sbancare il banco delle previsioni, alla lunga convincerà il clima poiché qualche raggio di sole comincia a tagliare il cielo verso l'infreddolito terreno di gioco; convincerà un po' meno il pubblico, pronto a storcere il naso di fronte al sacrificio tecnico del talento di Sestu. Che si imbarazzerà sulla linea mediana, invidiando la libertà dei compagni avanzati. Il Guido “Furioso”, elezioni a parte, confida nel centro-destra. L'asse Sestu-Salgado, all'albeggiare del match, attira su di sé la curiosità tecnica del caso. A ribellarsi da cotanta indifferenza è proprio Paonessa che, dall'altra parte, fornisce la sua assistenza a Pellicori. In difesa libero arbitrio alla triade Maietta-Cherubin-De Angelis.

A siffatta trazione anteriore non poteva che rispondere quella posteriore dei ciociari. Cavasin annaspa sul patibolo e le due gare in quattro giorni rappresentano l'ultima chiamata della società. Lui risponde prudenza e sangue freddo; a conti fatti il “freddo” lo fa Lodi, seppur caldo è il suo sinistro. Biso è il fiore all'occhiello del mercato invernale, lo dimostra con convinzione nella zona centrale del campo; Lucenti e Lodi gli porgono il fianco sulle corsie laterali. Il tutto per offrire al tandem Margiotta-Martini, qualche buona portata in un periodo di magre per il capiente stomaco ciociaro.

La gara scivola via così: nel primo quarto d'ora di gioco, avare sono le emozioni per i focosi lupi. La manovra, soprattutto palla a terra, stenta a decollare: un delitto per i piedi buoni in dote alla falange avanzata. Lì davanti ci si affida soprattutto a Pellicori ed alla sua testa adibita alla sponda. Sul fronte opposto il timido Frosinone di Cavasin si riscopre sfacciato in verticale, tuttavia messo a dura prova dal preciso fuorigioco dei lupi. Gli spunti di rilievo sopraggiungono da calcio piazzato; ed è forse per questo che Paonessa esagera nello spunto solitario: tanto un fallo lo commetteranno prima o poi nei pressi dell'area. Su uno di questi (26') il cileno Salgado gira alto sulla traversa una punizione dal limite. Tre minuti prima il generoso Pellicori aveva girato di poco a lato un ottimo lavoro di Sestu sulla destra (Antonio Bocchetti ha il suo bel da fare). Tuttavia Paonessa fatica a trovare lo spunto giusto. Il talentino, in combutta con Salgado, non riesce a conciliare il lavoro di Pellicori. Se ne accorge Carboni che è costretto ad invertire, questa volta non la prudenza, bensì la posizione delle due mezze punte. Salgado a sinistra, Paonessa a destra e soci come prima. Non è un caso (o forse lo è) che proprio dopo la nuova disposizione, i lupi affamati collezionino la loro migliore occasione. La dinamica è la medesima: punizione dal centro sinistra, appena fuori area, parte Paonessa e palla respinta dalla traversa; sulla respinta del legno Pellicori, in rovesciata, testa la bravura di Sicignano che salva d'istinto. Occasione mancata ma non è certo un bel vedere. La manovra irpina è incerta e s'inceppa: il volenteroso Della Rocca perde lucidità preso nella morsa di Biso e D'Antoni, vietando così l'ossigeno alle corsie laterali. In difesa la triade risponde bene: Cherubin fa un figurone su Margiotta, Maietta e De Angelis collaborano senza fare domande. Sull'unica incertezza della retroguardia sopraggiunge l'opportunità per l'undici di Cavasin: concedono un calcio piazzato i lupi: dall'altra parte c'è Lodi e conviene non scherzare. Il talento, difatti, inganna il Partenio, anziché tirare serve l'isolato Biso: la volè del mediano è precisa verso il secondo palo, qui giunge lesto Gragnaniello, il quale salva tutto sfoggiando un balzo felino.

Nella ripresa Cavasin gioca ad eludere gli affamati dirimpettai. Forse colpito dall'occasione del primo tempo, consegna a Lucenti la licenza di spingersi in avanti. Carboni non sta sulle sue, indica di giocare palla a terra, ma la squadra risponde balbettando. Ci prova Maietta (al 2') a sorprendere Sicignano dai trenta metri, sfera di poco a lato. Non è una sorpresa invece la buona vena di Sestu; la dolce ala della giovinezza ingrana la quinta ('24) con la premiata ditta Bocchetti ancora in affanno: il cross dal fondo è ben calibrato, ci prova Pellicori (tiro rintuzzato) sulla ribattuta annaspa Salgado che di destro manda a lato da buona posizione. Entrano Cipriani e Kenesei, fuori il cileno e Pellicori. Cavasin risponde con l'ingresso di Evacuo, sbeffeggiato a furor di popolo. Sembra fatta per l'insipido zero a zero sotto il maltempo ma poi.... poi interviene il talento di Lodi che , dalla sua mattonella preferita, incastona il mancino a giro nell'angolo più remoto dell'incolpevole Gragnaniello. E si fa notte fonda e fredda.

IL TABELLINO:

Avellino – Frosinone 0-1

AVELLINO (3-4-3): Gragnaniello 6; Maietta 6, Cherubin 6, De Angelis 5,5; Sestu 6,5; Della Rocca 5,5, Di Cecco 6, Porcari 5,5; Paonessa 5,5 (21 st Nardini 5,5), Pellicori 5,5 (31' st Cipriani sv), Salgado 5,5 (31' st Kenesel sv). A disp.: Pantanelli, Corallo, Tombesi, Carbone. All.: Carboni 5,5.

FROSINONE (4-4-2): Sicignano 6,5; Ischia 5,5, Scarlato 6 (6' st Pagani 6), Bocchetti S. 5,5, Bocchetti A. 5,5; Lodi 7, Biso 6,5 (34' st Amerini sv), D'Antoni 6, Lucenti 6,5; Margiotta 5,5, Martini 5,5 (12' st Evacuo 5,5). A disp.: Chiodini, Bognàr, Amerini, Perra, Citadin. All.: Cavasin.

ARBITRO: Marelli di Como 6.

RETI: st 47 Lodi.

Silvestro Giaquinto