Stir. Manocalzati: no all'ampliamento. Ma se Avellino dorme!

Dopo Atripalda, il no di Manocalzati. Ascolta il sindaco: "Senza il capoluogo, sarà tutto inutile"

Tirone: “ Avellino non faccia altri errori. Spesso queste situazioni si accettano solo per un discorso di clientelismo politico. Senza considerare l'impatto ambientale. Potenzialmente nocivo per la salute dei cittadini”.

Avellino.  

 

di Andrea Fantucchio

“Manocalzati ha espresso parere contrario all’ampliamento dello Stir. Ma se il comune di Avellino non si muove, non servirà a nulla. Ricordo ancora quindici anni fa. Era sindaco Di Nunno. Chiedemmo di non costruire lo Stir di Pianodardine . Ma il primo cittadino era invece favorevole. Sapete tutti come è andata a finire”. Ottopagine ascolta Lucio Tirone, sindaco di Manocalzati.

Dopo che ieri Atripalda si è schierata contro l’ampliamento dello Stir. Ora “scende in campo” anche Manocalzati.

Però Tirone è chiaro. Non basta dire di no: “Ripeto: non cambierà nulla se non si muove il comune di Avellino e poi gli enti principali. Mi riferisco alla Provincia e alla Regione. Noi a Manocalzati abbiamo già vissuto una situazione simile. L’Alto Calore Servizi e l’Alto Calore Patrimoni presentarono il progetto di una struttura megagalattica. Per produrre dai rifiuti biogas. Noi fermammo i lavori. Capendo che impatto ambientale ci sarebbe stato”.

L’opera era prevista non lontana dal fiume. Ma il comune di Manocalzati fermò tutto; “Ad Avellino andò diversamente. Lo Stir non ha quasi mai svolto la sua funzione. Quella di deposito temporaneo. Ma è divenuta una discarica. Pensata soltanto al “caso ecoballe”. Una porcheria ancora tutta da smaltire. Io considero lo Stir un’opera “abusiva autorizzata”. Le delibere di condanna servono a poco. E’ molto più utile dire al comune di Avellino e al presidente della Provincia, Domenico Gambacorta, “Non fate altri errori. Spesso queste situazioni si accettano solo per un discorso di clientelismo politico. Senza considerare l'impatto ambientale. Potenzialmente nocivo per la salute dei cittadini”.

Intanto le proteste non sono mancate. Ieri l’ultima che Ottopagine e Ottochannel vi hanno raccontato: con la preparazione della frittura di pesce da destinare al Governatore De Luca.

Proprio la Regione si è chiusa in un inspiegabile silenzio. I comitati per la tutela della Valle del Sabato stanno cercando inutilmente di mettersi in contatto con gli uffici preposti. Nessuna risposta. Si va avanti col progetto di ampliamento. Con tutti i dubbi che si porta dietro. Ma i cittadini non si fermeranno. E promettono battaglia.