di Luciano Trapanese
Dai forconi all'accoglienza il passo è breve. Sono bastati tre mesi, e la gente di Marzano di Nola è passata da “se vedo un nero gli sparo”, ad un tutt'altro che feroce “perché non ospitarli, potrebbero dare una mano alla nostra comunità”.
Una clamorosa inversione a U che non ha risparmiato lo stesso sindaco, Trifone Greco, prima a capo della protesta, poi strenuo difensore dello Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati).
No, non si è trattato di un miracolo. E neppure è arrivato in paese Papa Francesco per aprire all'accoglienza il cuore dei fedeli. E' stata solo fatta giusta informazione. E con le giuste informazioni, prima il sindaco e poi i suoi concittadini, si sono resi conto che accogliere migranti in uno Sprar non è un guaio, ma una occasione per tutti.
Tre mesi fa dalla prefettura era arrivata la notizia della prossima apertura di un Cas (Centro di accoglienza straordinaria). Una di quelle strutture che stanno disseminando di proteste la Penisola e dove l'accoglienza non è altro che un business. Per pochi.
A Marzano sarebbero arrivati quaranta, cinquanta migranti. Tutti ospitati nel palazzo messo a disposizione da un 80enne del paese.
La furia dei residenti aveva due motivazioni: nessuno aveva pensato di condividere la scelta con loro. E avrebbero dovuto accettare quella decisione solo per far intascare un bel po' di quattrini all'anziano compaesano.
Ma non solo. Gli esempi dei Cas sono ben noti. Basta sintonizzarsi a qualsiasi ora su Retequattro...
Qualche settimana fa, il sindaco Trifone Greco, ha assistito a una puntata della trasmissione “Parliamone un po'”, in onda su Ottochannel (Canale 696 del digitale terrestre). Tra gli ospiti anche don Nicola De Blasio, presidente della Caritas di Benevento, che ha illustrato i contenuti del Manifesto per i piccoli comuni del Welcome. Si parlava di Sprar, ma anche dei benefici che sarebbero arrivati alle popolazioni locali (attivazione del Sia, del Budget Salute), e le evidenti ricadute economiche. Senza dimenticare che lo Sprar può ospitare tre migranti ogni mille abitanti e nei comuni che aderiscono alla rete non si potrà aprire un Cas.
«Da luglio alcuni immigrati arriveranno a Marzano di Nola. E saranno ospitati nel palazzo Simonelli – conferma il sindaco Trifone Greco - . Come avevamo promesso ai nostri cittadini, abbiamo evitato l'apertura del Centro di accoglienza straordinaria, che avrebbe fatto la fortuna soltanto di qualche privato e delle cooperative. Non arriveranno più di dieci richiedenti asilo, accolti col sistema degli Sprar. Nuclei familiari di immigrati che sono Italia già da tre anni».
«Arriveranno - continua Greco - non più di tre immigrati ogni mille abitanti. Saranno gestiti da una cooperativa comunale (posti di lavoro per i giovani del paese ndr). Abbiamo già in mente una serie di attività da far svolgere ai richiedenti asilo. Che saranno integrati con la popolazione del posto. Inoltre ho preso i contatti col presidente della Caritas di Benevento, don Nicola De Blasio. Una realtà che è già modello in fatto di integrazione grazie a una rete di piccoli comuni che coinvolge alcuni paesi irpini come Petruro, Chianche e Roccabascerana, uniti nell'accoglienza degli Sprar. Anche Papa Francesco si è complimentato per quanto si sta facendo fra Sannio e Irpinia».
Fondamentale per l'approvazione del progetto Sprar di Marzano di Nola, l'aiuto dell'onorevole Massimiliano Manfredi. «Il nove giugno – conclude Trifone Greco – incontreremo i cittadini per un'assemblea pubblica nella quale spiegheremo i dettagli del progetto».
Potere della buona comunicazione. Intanto, il modello Sprar sta crescendo. Ha aderito anche il comune di Avellino, come ha confermato l'assessore Teresa Mele. La stessa scelta la stanno valutando anche altri paesi tra l'Irpinia e il Sannio. Per una volta la rivoluzione parte dal Sud, anzi da qui. La “campagna” non è ancora partita, eppure la nostra regione è ai vertici nazionali per la presenza di Sprar. Al primo posto c'è Benevento, che ne ha 14, poi Cosenza (9), Salerno (8), Milano (4), Chieti (4), Avellino (3), poi tutte le altre province. E' una buona notizia.
