di Andrea Fantucchio
Botta e risposta. La Preside del liceo artistico De Luca, Rosaria Siciliano, questa mattina non le manda certo a dire alla collega Pappalardo, dirigente dell'Amabile che poi le replica con decisione ma cercando di smorzare la polemica. E chiedendo di non distrarsi dai ragazzi che ”vengono prima di tutto”.
(Clicca sulla foto di copertina per guardare il video di Ottchannel realizzato dal collega Angelo Giuliani)
«Massima fiducia nell'operato della Provincia – esordisce la Siciliano in conferenza stampa – e nella scelta presa dal presidente e dai dirigenti. Poi una cosa volevo dirla: la Provincia non ha aspettato certo la Procura per i controlli sulla staticità degli edifici. I tecnici di Palazzo Caracciolo erano venuti qui a luglio. E a metà settembre sapevamo già che doveva esserci una sgombero. Mancavano solo i dettagli tecnici e la data per questo non avevo allarmato nessuno. Rispetto alla decisione dei trasferimenti dettati dalla Provincia, trasferimenti inevitabili, non capisco le polemiche di chi resta attaccato alle pietre.».
Il riferimento è proprio all'Amabile e alla sua dirigente. Così poniamo alla Siciliano la domanda sui fondi dei quali ha parlato proprio ieri la Pappalardo ai microfoni di Ottochannel.
Gli oltre 600mila euro che l'Amabile dovrebbe ricevere per i suoi laboratori. Soldi vincolati alla sede che rischiano di essere cancellati dal trasferimento. Ma la Siciliano non ci sta:
«Io mi chiedo – dice – se quelli sono soldi legati al Miur e la comunicazione ufficiale deve ancora uscire, non è che forse la collega dirigente ha messo in difficoltà qualche amico a Roma? Come faceva a sapere prima di quei soldi?»
Non l'unica stoccata.
«Noi – continua – non ci siamo espressi su questa situazione delicata. Tantomeno gli alunni che non vengono e non devono mai essere costretti a fare qualcosa o agitati, ma semplicemente amati. Sulle strutture non dobbiamo legarci alla sede e ricordarci che le scuole non ci appartengono. Nessuno sta togliendo niente a nessuno. Fra l'altro la riorganizzazione delle strutture scolastiche era già prevista da tempo e c'era chi già sapeva di dover lasciare la propria sede. Questa situazione non ha fatto altro che accelerare il processo. Ai miei studenti dico di non rispondere alle provacazioni sui social o di persone. E di lasciare ad altri le polemiche».
«Noi – conclude la Siciliano – abbiamo bisogno di almeno settanta aule per svolgere laboratori imprescindibili per l'attività dell'istituto. Laboratori reali e peculiari. Sui commenti dati da qualche studente di altre scuole mi sentirei ferita in primo luogo come madre e poi come dirigente: (Si riferisce ad un messaggio circolato ieri su Facebook nel quale si scriveva, “Privare noi studenti del Mancini – futura classe dirigente – di una sede scolastica efficiente unitaria, per offrirla in futuro a chi disegnerà madonne al corso? Bene …) Ma mi sento ferita da tutte queste polemiche in genere. Ripeto non stiamo realizzando alcun furto. Nè tantomeno lo sta compiendo la Provincia. Sfido chiunque a risolvere come si è fatto una problematica simile in cinque giorni. I tecnici e il presidente Gambacorta hanno lavorato giorno e notte».
Contattata da Ottopagine, la Pappalardo, preside del Luigi Amabile, ha replicato.
«Io non sono in guerra con nessuno – dice - Sto solo tutelando i miei studenti. I laboratori della nostra scuola, a differenza di come è stato detto e scritto altrove, sono imprescindibili per l'attività didattica. E allo Scoca ci costringeranno ad essere costipati senza escludere che alcune di queste attività potrebbero essere cancellate. Poi pensi che l'anno scorso abbiamo triplicato le iscrizioni. Se il trend si mantiene questo, il prossimo anno come facciamo se il trasferimento allo Scoca resta permanente? Impediamo ai ragazzi di iscriversi? Io chiedevo semplicemente di applicare il buon senso. Attendere per i trasferimenti fino a febbraio per conoscere anche le nuove iscrizioni e intanto fare controlli su tutti gli edifici scolastici. Che succede, ad esempio, se chiuderà un'altra scuola? Ricominciamo tutto daccapo?»
«Non sono certo attaccata alla pietre – conclude – o a via De Concilii. Per un discorso di centralità o per qualche vezzo. Semplicemente io devo tutelare i miei studenti che hanno scelto questa scuola per ricevere insegnamenti specifici fra i quali ci sono dei laboratori di avviamento al lavoro. Servizi ai quali non vogliamo che i nostri ragazzi debbano rinunciare ad anno in corso. Con la scusa dell'emergenza. Perché, ripeto, la situazione si poteva e doveva gestire diversamente. Le polemiche non mi appartengono. Io non giudico l'operato altrui né i laboratori altrui che sono tutti sullo stesso piano. Ma gli studenti vengono prima di tutto e nessuno deve dimenticarlo».