Avellino

 

di Andrea Fantucchio

Mentre in Piazza Duomo si commemorano le vittime del terremoto del 1980, a pochi metri in Piazza Libertà, centinaia di studenti protestano per lo stato delle proprie scuole. In seguito ad un'inchiesta della Procura nata proprio intorno alla sicurezza sismica degli edifici scolastici della città. (Clicca sulla foto di copertina per guardare il video)

Un paradosso stridente che evidenzia, meglio di mille parole, quanto non sia stato fatto ad Avellino e in Irpinia in seguito al sisma. Una ricostruzione parziale che ha fallito nel suo compito principale: ossia mettere in sicurezza gli edifici vitali per la cittadinanza. A partire dalle scuole.

Il sindaco Foti, interrogato sulla questione da Ottopagine e Ottochannel, questa mattina ha fatto il punto della situazione.

«Il comune di Avellino – ha dichiarato il primo cittadino - si sta attrezzando e a fine mese pubblicheremo un bando di adeguamento sismico destinato agli edifici privati. Grazie ai fondi messi a disposizione della Regione. Purtroppo, in un giorno davvero tragico come questo, siamo ancora costretti a parlare di criticità sismiche e sicurezza».

Inoltre il sindaco, come vi ha anticipato Ottopagine ieri pomeriggio anticipandovi la chiusura temporanea del Regina Margherita e della Solimena, ha parlato dei controlli che riguarderanno oltre dieci scuole del capoluogo. Controlli finanziati dalla Provincia.

Sicuramente un primo passo importante. Dopo le dichiarazioni dell'assessore ai lavori pubblici Preziosi che, intervistato da Ottopagine sulla sicurezza degli edifici scolastici, perse le staffe. Sembra che invece il comune, spinto anche dalla mobilitazione di massa dei cittadini, abbia deciso attivarsi concretamente e con decisione sul tema della prevenzione.

Non si può proprio perdere il finanziamento di oltre 3 milioni e mezzo che la Regione Campania ha messo a disposizione dei comuni che hanno edifici strategici da adeguare sismicamente. La scadenza è a gennaio e in tanti si sono già mossi. Poi c'è il piano di protezione civile da aggiornare, sul sito siamo fermi al 2013.

Mentre non si è mai iniziato, come invece previsto dalla legge, a divulgare lo stesso piano fra i cittadini. Tenendolo nel cassetto dove, scongiuri permettendo, non serve a nessuno.

Insomma fermarsi non è più consentito. La città ha sì bisogno di ricordare. Un inciso, in piazza Duomo eccetto le forze dell'ordine, c'erano quattro gatti.

Ma più del ricordo è necessario poter guardare con sicurezza al futuro. Infatti, se un terremoto non si può prevedere, si possono certamente limitare i suoi danni se si mette in campo la prevenzione reale.

Formando i cittadini, a partire dagli studenti, e adeguando le strutture. Temporeggiare non è più consentito.