Avellino

 

di Andrea Fantucchio

«E come no, sarà un Natale così straordinario che stiamo già festeggiando. Bloccheranno la circolazione delle auto poco prima delle festività? E dov'è la novità? Questa città è morta tempo fa. Ieri ho appreso da Ottopagine che ha chiuso anche lo storico alimentari Muscetta. Ma ci pensate? Se chiude Muscetta, si tengano pure casine e lucette varie. Non saranno certo gli abeti di Natale e le luminarie a salvare noi commercianti». Durissima la titolare dell'orefice di via Nappi. (Clicca sulla foto di copertina per guardare tutte le interviste realizzate dal collega Angelo Giuliani per Ottochannel)

Il nostro viaggio fra i commercianti inizia proprio da qui. Siamo andati a raccogliere la loro reazione a caldo alla decisione dell'amministrazione comunale di bloccare la circolazione l'8 e l'11 dicembre per limitare le emissioni inquinanti nell'atmosfera.

Un'anticipazione di altre restrizioni, fra le quali le targhe alterne, che potrebbero materializzarsi nella prima settimana di Natale. Come capita ogni anno.

Dopo aver lasciato l'orefice incontriamo poco distante dal suo negozio, Holiday Sport, Antonio Chiummo. Un caro amico, prima che un commerciante davvero incazzato per quanto vede accadere al centro storico.

«La mia opinione – ride amaro, mentre la nipote Alessandra sbuca da dietro al cappotto – la conoscete già. Sono quattro anni che ci bocciano il progetto di rilancio del centro storico: vogliamo mettere luminarie e casette a spese nostre anche in questo angolo di città dimenticata. Ma nessuno ci ascolta. E dobbiamo tenerci i loro scarti. Chiudono le strade alla circolazione? Sai che novità! In questa città stanno chiudendo tutto. Il centro storico è morto. Il paradosso? L'unica cosa che dovrebbero chiudere, il palazzo del comune, resta invece aperto».

Oltre alla voci, la sintesi degli umori al centro storico è riassunta da nuove saracinesche abbassate, emblema di altre attività che muoiono. E poi c'è la gestualità rassegnata di quei commercianti che non vogliono parlare alle telecamere del collega Angelo Giuliani.

Gesti eloquenti come quelli della signora Bernadetta Gengaro, storica venditrice di cappelli che alla nostra domanda su come sarà il Natale, serra il negozio e idealmente le speranze per il futuro prossimo del centro storico.

Il suo parere lo conosciamo da tempo: il centro di Avellino è morto da quando hanno interrotto l'arteria principale che collegava il corso Vittorio Emanuele II con la parte storica del capoluogo. Creando un presunto salotto buono e condannando all'oblio una porzione di città che dovrebbe essere invece una delle più rappresentative.

Prima di andare al corso ci concediamo un salto alla cartoleria di Piazza Garibaldi.

Renato non ha dubbi: «Il Comune – dice ironicamente – si ricorda dell'allarme polveri sottili sempre a Natale. Non c'è organizzazione. Un assessorato all'ambiente che cambia ogni tre quattro mesi. E poi, soprattutto, l'incapacità degli amministratori di calarsi nelle esigenze di noi commercianti: si potevano studiar meglio le date per interrompere la circolazione. Ma vi sembra normale? Già siamo senza parcheggi, poi fermiamo tutto la prima settimana di Natale».

Un malcontento manifestato anche da chi lavora al negozio di intimo femminile, Golden Point, all'inizio del corso arrivando da Piazza Libertà.

«Speriamo – dice la titolare – che sia un Natale migliore. Almeno ora c'è chi sta comprando».

Un augurio che viene subito cancellato dal volto che si rabbuia quando le comunichiamo che la viabilità sarà interrotta per due giorni.

«Non è una novità – dice – ma sempre a Natale si ricordano di fare “questo servizio”? Ogni anno c'è "l'inquinamento di Natale"».

Altrettanto ironico il proprietario del negozio "Miranda" col quale concludiamo il nostro viaggio.

«Certo – dice – provvedimenti al momento giusto. Almeno confidiamo nella pioggia, che spazzi via le polveri sottili».

In realtà c'è spazio per un ultimo accalorato intervento, raccolto letteralmente a volo. Il titolare di NaraCamicie non ne può più e boccia così il provvedimento comunale: «Dovrebbero farlo a novembre, il mese dei morti, come quelli che ormai camminano in questa città».

Buon Natale.