Avellino

Nel gruppone delle seconde in attesa del posticipo con Reggio Emilia in campo alle 20:45 contro Capo d'Orlando al PalaBigi, ma dal terzo al quarto posto effettivo. Ecco come si presenta, di lunedì mattina, la classifica della Sidigas Avellino nel campionato di Serie A. Il ko con l'Umana Venezia altera alcune prospettive soprattutto in ottica Final Eight di Coppa Italia. Gli scontri diretti persi con Milano in trasferta e con la Reggiana e la Reyer tra le mura amiche pesano, ma pur sempre nel contesto di un avvio di campionato d'alto profilo. Il primato condiviso in Basketball Champions League e lo score di sette vittorie e tre sconfitte in LBA non possono essere spazzati via da quaranta minuti che hanno lasciato un pizzico di amaro in bocca extra al roster e allo staff irpino. In conferenza stampa post-gara, coach Stefano Sacripanti non ha celato l'insoddisfazione per come l'ambiente irpino ha approcciato alla gara con larghi vuoti tra curve e tribune, sì perché in orario da matinée domenicale, ma non interpretata come match di cartello dalla città e dalla provincia. "Non mi è piaciuto sentire qualche mugugno di troppo a metà del terzo quarto, quando eravamo sotto di 6. Il proprio club va sostenuto a prescindere dal risultato": queste le parole del tecnico biancoverde (clicca qui per il testo, qui per il video dell'intervista) che più volte si è rivolto nella gara al cuore del tifo per cancellare fischi e brontolii provenienti in particolar modo da altri settori.

Non è la prima volta che accade. Anche al 15' della sfida di Champions con Tenerife, ad una serie di errori di Kyrylo Fesenko, corrispose la richiesta di Joe Ragland alla curva Sud, ma in generale a tutto il palazzetto, per un sostegno maggiore nella gara. Piccoli passaggi che sottolineano gli equilibri sottili in un cammino ancora molto lungo. Il record di vittorie in regular season, le finali di Coppa Italia e Supercoppa e il percorso fino a Gara 7 in Semifinale Scudetto nella passata stagione hanno sì riacceso completamente la passione per il basket in Irpinia, ma hanno anche determinato un'impennata di richieste, forse anche eccessive, da parte dell'ambiente e, quindi, di pressioni per roster, staff e dirigenza irpina. Il tutto va probabilmente riportato alla giusta quiete con l'analisi e la ricerca dei motivi del ko con Venezia nel contesto di una stagione sin ad ora da ritmi alti e da vertice, iniziata con strisce di vittorie come non accadeva da anni. Resta, ovviamente, anche una prestazione di alti e bassi offerta dalla Scandone con l'Umana: lupi sotto 14-24 all'11' con una nuova partenza negativa, con poca capacità di distribuzione dei punti nel roster (come accaduto anche a Milano e con Reggio), in una gara che ha visto lo scarso utilizzo di Retin Obasohan (solo cinque minuti sul parquet per il belga dopo l'ottima prova con il KK Juventus in Champions) e il ritorno in panchina al 37' di Andrea Zerini da zero punti, ma da +9 nel plus-minus e che sembrava garantire maggiormente sulla posizione di Peric-Ejim delineata dallo staff lagunare. "Con i se e con i ma non si fa la storia": dice il proverbio. Resta sì la sconfitta con la Reyer, ma resta la storia di un campionato che è solo all'inizio e vissuto per ora da protagonista dal team biancoverde. Questo è l'unico dato (vero obiettivo stagionale) incontrovertibile.

Redazione Sport