di Andrea Fantucchio
Abbiamo parlato dei disagi vissuti dagli avellinesi a causa della neve. Tante le segnalazioni che bocciano il piano di gestione dell'amministrazione. Vi abbiamo descritto la situazione di San Tommaso, Rione Mazzini, di Rione Parco, delle strade del centro città. Foti intanto risponde: "tutto ok, a meno che non si voglia “l'uscio di casa spalato”. Qui lasciamo al parola a Giovanni Esposito. Ragazzo disabile di Avellino. Davvero indignato per quanto gli è capitato oggi. Tra strada impercorribili e neve che si deposita ovunque. Uscire in carrozzina? Un'utopia. Ma anche gli altri residenti non se la passano meglio.
La lettera di Giovanni:
«Mi chiedo da diversamente abile come faremo in caso di emergenza a raggiungere un pronto soccorso? Una farmacia? Un supermercato a bordo di una carrozzina con tanta neve che occupa il manto stradale. E per lo più nessuno provvede a rimuoverla.
Via Guarini, così come via "Tenente Corrado" e zone limitrofe si risveglia con strade piene di neve e ghiaccio. Il piano d’emergenza neve insufficiente: pochi spalaneve e spargisale. Da ieri pomeriggio chiamo il numero che hanno predisposto per la segnalazione. E chi risponde non fa altro che dire “provvederemo”. Ma alle parole non seguono fatti concreti. Io e gli altri residenti aspettiamo ancora di essere liberati dalla neve.
Ieri abbiamo assistito all’ennesima morte per freddo in città. Quella del povero Angelo Lanzaro. Vi assicuro che non è l’unico caso. Ne conosco altri. Un ex membro della giunta comunale affermava che i soldi ci sono. Ma dove? Lui quand’era assessore alle politiche sociali dov’era? Non conosceva la situazione del Mercatone? Perché non è intervenuto?
Avellino è morta e sta facendo altri morti. Si usano i termini dimenticanza, abbandono, si parla di chiese religiose. Senza arrivare a una soluzione.
Da diversamente abile trovo ormai inutile pensare di progettare con ritardo un piano d’azione. Per contrastare la povertà. Ormai è tardi per trovare un iter da seguire.
Io e i residenti di via Guarini ci appelliamo affinché venga sgomberata la neve al più presto. Ci sono persone che fanno dialisi. Altre che devono raggiungere centri diabetici. Anziani che devono arrivare ai supermercati. Una situazione simile non è più sostenibile».
Certo, in una situazione di emergenza tale, la posizione dei disabili è ancora più compromessa. E oggettivamente di difficile risoluzione, vista l'arretratezza della città in materia. In sintesi: Avellino non è una città per disabili quando c'è il sole. Figurarsi con la neve. Però il dato resta. E viene lecito chiedersi: se la neve continuasse? Giovanni non uscirà più di casa? Al momento non si vedono soluzioni all'orizzonte.
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