Avellino

 

di Andrea Fantucchio

A lieto fine, almeno per ora, la storia di Antonio Martignetti. Il 70enne che dorme in auto da due anni ad Avellino. Oggi ha fatto ritorno nella sua Candida. 

Il “trasloco” difficile ma non forzato è avvenuto nel pomeriggio. Intorno alle 17. Quando una squadra della polizia municipale è intervenuta col supporto di alcuni assistenti sociali di Candida. 

Antonio in un primo momento non voleva lasciare la sua auto. Gli uomini del comandante Michele Arvonio si sono assicurati che il traffico defluisse. Mentre gli assistenti sociali parlavano con l'anziano. E poi lo convincevano a seguirli. Ora poco distante dalla chiesa di Santa Maria delle Grazie a Tuono Cappuccini c'è solo la sua auto. La stessa macchina che per due anni gli ha fatto da casa.

Spiega Arvonio a Ottopagine: «Monitoravamo da tempo la situazione del signor Martignetti. Il quale ha una pensione e un'abitazione a Candida. Abbiamo allora allertato il suo Comune di appartenenza e gli assistenti sociali. I quali oggi sono intervenuti».

Antonio sarà affidato agli assistenti sociali di Candida e ospitato in hotel grazie al piano di zona del comune irpino. E' il segretario Cgil Franco Fiordellisi a confermarlo sulla pagina Facebook del sindacato.

Scrive Fiordellisi: «Antonio ha dormito tre giorni anche nella nostra sede. Ora è affidato al piano di zona di Candida. Sarà ospitato in una stanza d'albergo».

Una storia, quella di Antonio, che ha fatto il giro d'Italia. Ripresa dalle maggiori tv nazionali. Ed è tornata d'attualità questo inverno. Il 70enne si ostinava a vivere in auto. Nonostante il gelo e la neve.

Più volte associazioni e privati avevano raccolto l'appello lanciato da Ottopagine e Ottochannel. Portando nella sua auto beni di prima necessità. Cibo, ma anche coperte e oggetti che potevano essergli utili nella sua quotidianità. Antonio infatti si lavava e radeva all'aperto.

Qualcuno si era spinto anche oltre, offrendo al 70enne un posto dove dormire. Ma lui aveva sempre rifiutato. Gentilmente, com'era nel suo stile.

Antonio richiedeva assistenza psicologica particolare. Prima di essere trasportato altrove.

Ce ne aveva parlato anche il direttore della Caritas di Avellino Carlo Mele. E aveva fatto luce sulla sua storia. Secondo la ricostruzione offerta dalla Caritas Antonio aveva una pensione e un fratello pronto ad accoglierlo a Candida. Ma aveva scelto di vivere in auto. Per ragioni ignote.

In quella stessa macchina nella quale lo avevamo trovato due anni fa. Quando abbiamo intervistato Antonio per la prima volta. La sua auto allora era parcheggiata lungo la strada che da Piazza Kennedy arriva allo stadio.

Un'abitazione di fortuna. Stipata di giornali, coperte, cartoni per combattere il freddo. Allora era partita la nostra battaglia per denunciare la situazione di Antonio. Volevamo per lui un'assistenza psicologica adeguata. Non poteva più dormire in auto. Una condizione inaccettabile per un uomo della sua età.

Quella macchina che ora è parcheggiata poco distante da Santa Maria delle Grazie. E speriamo resti vuota. Antonio ora ha bisogno di una nuova vita. Deve essere assistito quotidianamente e poi reinserito nel contesto sociale d'appartenenza. Bisogna far sì che non sia tentato di tornare in quell'auto. Lì dentro non dovrà vivere mai più. Vigileremo affinché ciò accada.

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