Avellino

 

di Andrea Fantucchio

«Devono solo vergognarsi. Sono vent'anni che si occupano della raccolta dei rifiuti. E oggi scoprono che hanno bisogno di tutta l'impiantistica e i siti necessari per il conferimento dell'umido e dei rifiuti in genere. La raccolta differenziata non si improvvisa. Poi, hanno anche la faccia tosta di cercare alibi nelle attività svolte da noi cittadini per chiedere la tutela di un diritto sacrosanto: quello alla salute». Non usa mezzi termini il dottor Franco Mazza, referente del comitato ambientalista Salviamo la Valle del Sabato.

Mazza risponde idealmente al numero uno di Irpiniambiente, l'avvocato Nicola Boccalone, che questa mattina ha parlato di clima pesante. Riferendosi al sequestro dello Stir da parte della Procura e alle denunce dei cittadini.

Continua Mazza: «Noi da quest'estate non facciamo che mettere il punto esclamativo su una situazione denunciata da anni. Chiediamo un controllo dei livelli inquinanti nella Valle del Sabato. E una ricognizione delle attività potenzialmente nocive per l'ambiente. Poi la Procura ha aperto un'indagine e ha riscontrato diverse irregolarità. Anche nei siti privati destinati al conferimento di rifiuti. Significa che, probabilmente, lì dentro si violava la legge. E la colpa sarebbe forse nostra? O siamo vittime, così come i nostri cari, di un sistema che speculava sulla pelle di tutti noi?».

I comitati, comunque, non hanno intenzione di fermarsi. E annunciano nuovi controlli su aria e suolo.

Conclude Mazza: «Il nostro obiettivo resta quello annunciato in estate. Un'analisi esaustiva degli agenti inquinanti presenti nel territorio della Valle del Sabato. In attesa della costituizione del registro tumori al quale sta lavorando l'Asl. Paghiamo salata la bolletta dei rifiuti. Evidentemente tutti questi soldi in tanti anni non sono serviti a costruire un circolo virtuoso. Sembra che vogliano creare le condizioni per l'emergenza e con l'emergenza giustificare le solite nefandezze come si fece a suo tempo con l'Irm. Noi non ci fermeremo. Se ne stanno accorgendo tutti che non diciamo balle. Non ci faremo più prendere in giro»

Domani i comitati saranno nuovamente al consiglio comunale di Avellino. Dopo che l'ultima volta la maggioranza del capoluogo ha disertato l'aula. Si doveva parlare proprio del provvedimento relativo all'ampliamento dello Stir richiesto dalla Regione. Stasera i consiglieri Pd hanno confermato la loro linea: non faranno ricorso al Tar per il decreto regionale relativo all'ampliamento del sito di Pianodardine. Insomma, il capoluogo non risponde presente all'appello dei cittadini.

Intanto dodici sindaci irpini hanno espresso tutto il loro dissenso. E annunciato che, qualora l'emergenza continui, agiranno autonomamente per risolvere il disservizio.

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