Avellino

 

di Andrea Fantucchio

«Se il problema sono io, tolgo il disturbo. Ci sediamo e concordiamo la buonuscita. Certo, ridurre la sopravvivenza di un’azienda come l'Air alla presenza di una persona, è un genere di bassezza che non mi appartiene. E se esiste qualcuno in Provincia di Avellino o fuori, capace di tanto, è una persona di poco conto»: La dichiarazione esposiva è del manager Air, Dino Preziosi. Che rompe il silenzio di questi giorni. E cerca di fare chiarezza sul futuro dell'azienda di trasporti. (Clicca sulla foto di copertina e guarda l'intervista di Ottochannel. A cura di Rocco Fatibene)

Air che ha fatto un gran parlare nelle ultime due settimane. Dopo che i sindacati avevano espresso le proprie perplessità.  Le sigle sindacali temevano che l'azienda fosse svenduta a Bus Italia (del gruppo Ferrovie dello Stato). Con conseguenti licenziamenti per alcuni lavoratori e la soppressione delle piccole tratte. Che sarebbero state, sempre nella lettura data dai sindacati, a discrezione dei privati.

Un paura alla quale ha risposto il consigliere regionale Enzo Alaia, in una recente intervista ad Ottopagine. Alaia aveva spiegato le intenzioni della Regione: affidare il servizio trasporto ad aziende esterne. Un bando internazionale aperto a investitori nazionali e internazionali. La Regione avrebbe imposto, ai vincitori del bando, prezzi del biglietto e tratte da mantenere.

Dice Preziosi in proposito:  «Della vicenda Air se ne parla parecchio, ma non sono io che decido del futuro dell'azienda. Posso dire ciò che abbiamo fatto in questi anni. Oggi l'Air è una società sana e equilibrata. Abbiamo rivitalizzato il servizio di trasporti che collega Nola ad Avellino. Abbiamo salvato cento dipendenti Eav e investito 9800 euro nell'autostazione di Grottaminarda, senza ancora ricevere fondi. Così come rientra nei soldi aziendali, il milione e mezzo investito nella riapertura della funicolare di Mercogliano. Per la quale dobbiamo ancora ricevere i fondi previsti».

Eppure, sia il presidente della commissione regionale trasporti, Luca Cascone, sia il numero uno proprio di Air, Alberto De Sio, avevano specificato che l'azienda fosse in grado di gestire esclusivamente il servizio definito ordinario.  Dice Preziosi: «E’ strano quello che si dice. Il nostro bacino di riferimento è composto da Avellino e Benevento. Non capisco che bisogno abbia un player nazionale (grande investitore), di rinforzare noi. Due anni fa abbiamo rilevato il trasporto urbano di Benevento. E gestiamo già quello cittadino e extra cittadino della provincia irpina. Francamente, di più era difficile fare».

Sull'ipotesi di investitori internazionali e sulla necessità di “cedere” i servizi offerti dall'Air: «Insegno management aziendale. Quando la proprietà sta fallendo, si vendono gli asset (componenti) migliori. Se partiamo dal presupposto che la Regione non sta fallendo, non capisco perché l’Air dovrebbe essere venduta. Parliamo di un’azienda fra le migliori dieci d’Europa. Poi, ripeto, il futuro non dipende da me. Ognuno può decidere ciò che ritiene più opportuno. Il paradosso stridente è che parliamo di una realtà virtuosa. Abbiamo una grande affidabilità bancaria. Insomma, non ci sarebbe motivo di vendere»

Ascoltando Preziosi, la sua eventuale bocciatura sarebbe tutta politica. Il manager Air pagherebbe l'antipatia mai nascosta del governatore Vincenzo De Luca. E lo strappo con il riferimento Udc, Ciriaco De Mita. Caro al governatore. Una lettura comunque parziale di quanto sta accadendo. La situazione dell'Air appare più come il risultato della politica regionale che desidera liberarsi delle partecipate. Aprendo all'ingresso dei privati. Principalmente per un discorso di risparmi. 

Certo, c'è da vedere l'applicazione pratica di queste intenzioni di spending review. E, soprattutto, il ruolo che giocheranno le aree interne, Avellino e Benevento, in questo processo di regionalizzazione. Finire ai margini, non è un opzione consentita.

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