Avellino

 

di Andrea Fantucchio 

(Clicca sulla foto di copertina e guarda lo speciale di Ottopagine) Il tempo è scaduto: sindaco, intervenga ora o mai più. L'appello dei lavoratori del teatro di Avellino, Carlo Gesualdo. Maestranze che a metà settimana incontreranno il primo cittadino. Per cercare di risolvere una situazione che si protrae da quattordici mesi. Tanto è passato da quando molti di loro non ricevono lo stipendio (GUARDA IL VIDEO).

Il sindaco Paolo Foti, a inizio marzo, aveva chiesto altri trenta giorni. Attesa rivelatasi vana. Non è stato ancora approvato il bilancio comunale. E, se la situazione resterà questa, è difficile immaginare che i lavoratori verranno pagati.

Questa mattina le maestranze erano al corso di Avellino per continuare la raccolta firme iniziata due settimane fa. (GUARDA IL VIDEO: Gesualdo, ultimatum dei lavoratori) Sono già oltre cinquecento i cittadini che hanno voluto far sentire la propria vicinanza. La città si è idealmente stretta intorno al teatro e a chi ci lavora.

Ci dice una dipendente del Gesualdo, Monica Rosapane: «Siamo sempre stati disponibili al dialogo. Abbiamo atteso il tempo chiesto dal sindaco. Ora però pretendiamo una risposta. Per conoscere il nostro futuro. Sarebbe bello avere una Pasqua serena».

I lavoratori senza stipendio svolgono diverse mansioni all'interno del teatro: pulizia, scenografia, sicurezza, maschere. E minacciano di boicottare gli spettacoli se non avranno una risposta.

La loro situazione rischia di incancrenirsi ulteriormente, considerando che la stagione teatrale volge al termine. Ancora quattro esibizioni, poi calerà il sipario. E allora ognuno verrà abbandonato al suo destino. L'unico modo di farsi valere sarà con gli avvocati. Con le inevitabili ansie e sofferenze che una simile ipotesi si porta dietro. Considerando che dietro ogni lavoratore c'è una famiglia, il cui destino oggi più che mai è appeso a un filo. 

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