Prima al palazzo di giustizia, poi in Comune. Le due tappe della trasferta a Benevento del professore Alfonso Furgiuele, difensore del sindaco Clemente Mastella, raggiunto da un avviso di garanzia, propedeutico all'eventuale nomina di un consulente che partecipi nei prossimi giorni alle operazioni di prelievo dagli scarichi, firmato nell'inchiesta bis che il procuratore aggiunto Giovanni Conzo, il sostituto Donatella Palumbo e i carabinieri-forestali stanno conducendo sull'inquinamento dei fiumi Calore e Sabato.
Furgiuele ha prima raggiunto la Procura, avrebbe voluto parlare con il Procuratore capo Aldo Policastro e Conzo, ma non ha potuto farlo perchè entrambi sono assenti. A quel punto, si è trasferito in Tribunale, dove è rimasto a colloquio per una decina di minuti con il pm Palumbo in una pausa del processo sugli appalti a Casalduni. Da via De Caro il legale si è poi diretto a Palazzo Mosti, per un contatto con il suo assistito e per l'acquisizione dei documenti ritenuti necessari.
Quella sull'inquinamento dei fiumi è un'inchiesta della quale abbiamo dato ripetutamente conto in più occasioni: l'ultima lo scorso 13 giugno (LEGGI), con la pubblicazione della notizia della richiesta di proroga dell'attività investigativa per altri sei mesi a carico di trentadue sindaci.
Per ventitre di loro, di Benevento e della provincia, ancora in carica o che lo sono stati entro l'arco temporale che va dal maggio 2015 al maggio 2016, l'ipotesi di reato di inquinamento ambientale, la stessa prospettata per Mastella. Ma, ovviamente, per il periodo successivo al suo insediamento, datato giugno 2016. Un dato che lascia pensare che l'indagine abbia dunque allargato il suo raggio d'azione anche all'attualità, e ciò potrebbe significare il possibile coinvolgimento anche di altri amministratori al lavoro da un anno.
Il deturpamento delle bellezze naturali, dal 2012 fino al termine del mandato elettorale (2014-2015), è invece contestato ad altri nove sindaci di centri sanniti.
Esp