di Andrea Fantucchio
Ad Avellino c'è una squadra di calcio speciale: fondata, gestita e autofinanziata interamente da ragazzi, dei baby-manager con un grande cuore. Uno sogno nato per rilanciare un quartiere, San Tommaso, e poi esteso a tutte le periferie: oggi in quella squadra, l'A.c.a San Tommaso 2012, ci sono ragazzi provenienti da diverse zone della città.
L'INSOLITA CHIAMATA
Ieri pomeriggio siamo andati a conoscere questa realtà sportiva che si allena nei campi di via Scotellaro a San Tommaso. Sì, le stesse strutture sportive alle quali abbiamo dedicato numerosi servizi di denuncia (in compagnia di Carmine Losco e Antonio Comella) affinché l'amministrazione inaugurasse quegli spazi.
E ora, negli stessi campi, è sbocciata la speranza. Quando Nicola (il fondatore della squadra insieme a Christian) mi ha chiamato per parlare del progetto ho tirato un sospiro di sollievo perché amo queste iniziative e perché significava saltare il consiglio comunale.
Marinare l'aula consiliare è stato quanto di meglio potesse capitarmi. E non c'entrano gli amministratori avellinesi. No, scherzo: c'entrano eccome. Quando ho conosciuto questo progetto mi sono reso conto, per l'ennesima volta, di quanto loro, quelli dell'aula consiliare, siano troppo spesso lontani dalla quotidianità di Avellino. Dalle esigenze dei cittadini, soprattutto i più giovani. E ho capito che l'associazionismo concreto parte sempre dal basso.
NATI PER VINCERE
Ora però basta preamboli. Dicevamo. Quando sono arrivato a San Tommaso, intorno alle 18.30, il sole continuava a picchiare come un dannato. Sugli spalti dei campetti c'erano ragazzi e ragazze di diverse età.
Altri stavano già giocando.
«Passa, passa!»
«Giocala! Meglio, non sei da solo!».
Sono tornato bambino e mi sono sentito inappropriato con giacca e cravatta. Ma ormai il pantaloncino l'avevo dimenticato e così ho deciso di lanciarmi ugualmente.
Ho ripreso i ragazzi che giocavano: ci sono i giovanissimi e quelli un po' più grandi.
Come dicevamo: tutto autogestito e autofinanziato. Eccetto qualche sponsorizzazione ottenuta, con tanta fatica, dalle attività del posto.
Le elencheremo a fine partita.
Quando i ragazzi si sono fermati, abbiamo raccolto qualche intervista.
Abbiamo iniziato dal “padrone di casa”, Nicola, che ci ha spiegato come è nato il progetto.
LE VOCI DEI PROTAGONISTI
«Più di quattro anni fa io e Christian abbiamo creato questa squadra per gioco. Poi il progetto è cresciuto e adesso sogniamo un campionato professionistico».
Christian ci descrive che importanza iniziative del genere abbiano per i quartieri della città: «Progetti simili tengono i ragazzi lontano dalla strada e da situazioni pericolose. Offrono un luogo nel quale incontrare amici e divertirsi».
Giovanni, il capitano dei più grandi, non ha dubbi: «Iniziative come questa aiutano a lasciare la playstation a casa e dedicarsi alla propria salute divertendosi. Oggi siamo diventati punto di riferimento per tanti ragazzi di Avellino».
Il dieci della squadra, Giuseppe, approfondisce la questione: «Non condivido quello che fanno tanti amici, chiusi in casa davanti ai videogiochi. Il mio divertimento è qui al campo, con i ragazzi con i quali mi piace giocare a pallone. Per me il calcio è sorriso e serietà, rappresenta una delle cose più preziose della mia vita».
Francesco, l'attaccante, ci spiega come: «Lo spirito di squadra sia cresciuto partita dopo partita. Ognuno ha collaborato per rendere il team fortissimo».
La chiusura è affidata al piccolo Mattia che si dimostra molto più saggio della sua età. Ha meno di dieci anni e dice: «Uno degli insegnamenti più preziosi che questo gruppo mi ha dato è l'importanza di non litigare. Di non offendere i miei compagni anche quando le cose si fanno difficili perché insieme si può sempre migliorare».
UNA LEZIONE INDIMENTICABILE
Il tempo è volato. E' ora di andare. Mentre mi riaccompagnano a Piazza Macello col motorino ho il tempo di pensare a quello che ho visto.
Ragazzi straordinari che hanno deciso di creare un progetto per rilanciare il proprio quartiere e indirettamente migliorare la città con le proprie passioni e il proprio impegno. Non hanno ingenti disponibilità economiche e chissà quale aiuto, solo tanti sogni. Non si può che prendere esempio da tutti loro.
Ps. Ecco gli sponsor che hanno aiutato i ragazzi dell'A.c.a San Tommaso 2012:
-Farmacia Cardillo (sponsor principale)
-Edilgreen
- La bottega del gusto
-Frutteria Caliendo Mario
- Era glaciale
-Boris Giordano fotografo
COME AIUTARE I RAGAZZI?
Contattateci sulle nostre pagine Facebook: "Ottopagine" e "Ottopagine Avellino" o alla mail redazione.ottopagine@gmail.com e vi metteremo in contatto con Nicola e gli altri ragazzi.